MALPENSA – Quattro persone sono finite in carcere nell’ambito di un’indagine della Guardia di finanza di Malpensa su un traffico di hashish dalla Spagna verso l’Italia. Al centro dell’inchiesta una quarantenne marocchina, cresciuta in Italia, ritenuta la promotrice dell’attività, e un connazionale di 47 anni. Per il trasporto della droga si sarebbero avvalsi di due corrieri, di 39 e 34 anni. Le misure cautelari sono state eseguite sulla base di un’ordinanza emessa dal gip Stefano Colombo, su richiesta del pm Roberto Bonfanti. L’indagine è partita dal sequestro di oltre quattro chili di hashish e ha consentito di ricostruire numerosi viaggi tra Italia e Spagna.
L’indagine parte da un arresto
Le indagini erano iniziate il 2 luglio 2025, con l’arresto del corriere 34enne, fermato con la droga al rientro. L’uomo aveva indicato agli investigatori la presunta organizzatrice, spiegando di temerla. Secondo quanto ricostruito dalla Finanza, la donna avrebbe organizzato i viaggi, sostenuto le spese di trasporto, vitto e alloggio e provveduto ai pagamenti dopo le consegne.
I viaggi in Spagna
L’analisi dei telefoni cellulari e dei movimenti ha permesso di ricostruire le trasferte dei due corrieri, con tappe tra Malpensa, Malaga, Siviglia e Malta. Gli investigatori hanno documentato una media di due viaggi alla settimana, con punte di tre, a partire dal marzo 2025.
La droga ad Algeciras
Lo stupefacente sarebbe stato prelevato ad Algeciras, in Spagna. In alcuni casi l’hashish veniva ingerito, confezionato in ovuli; in altri sarebbe stato nascosto sotto corpetti aderenti, poi rimossi nei bagni dell’aeroporto. I presunti referenti spagnoli della quarantenne non sono stati identificati. Sono invece emersi il luogo delle consegne e le modalità utilizzate per riportare la droga in Italia.
Il messaggio prima del fermo
Il fermo del 34enne si è rivelato determinante per l’inchiesta. Poco prima di essere bloccato aveva scritto al socio della presunta organizzatrice: «Tutto a posto, sono passato», inviando anche una fotografia della sala arrivi del Terminal 2 di Malpensa. Gli investigatori lo fermarono poco dopo, trovandogli nel bagaglio panetti di hashish termosaldati. Secondo gli inquirenti, si trattava di una modalità di trasporto diversa da quelle utilizzate in precedenza.
