BUSTO ARSIZIO – La guerra dei decibel. Un nuovo atto di protesta arriva in seguito alla petizione proposta dai residenti per imporre un limite all’inquinamento acustico che da tempo è al centro delle polemiche al Museo del Tessile. E questa volta spuntano i cartelli, che recitano: «Perché non si fanno le (feste, ndr) sotto casa loro?». Sono tappezzati in un tutta l’area che circonda lo storico edificio di Busto Arsizio, con una chiara provocazione rivolta al sindaco Emanuele Antonelli e all’assessore al commercio Matteo Sabba.
La protesta
Non c’è pace. Per il comitato dei residenti, che tornano alla carica. E per il Tessile, che torna nel mirino delle polemiche legate ai limiti di rumore in occasioni di feste ed eventi. Nemmeno una settimana fa, irritati dagli appuntamenti che hanno animato il calendario estivo, i cittadini riuniti nel comitato avevano promosso una petizione da presentare al Comune per chiedere una drastica rivalutazione del numero e dell’impatto acustico delle manifestazioni. Ora arriva il raid dei cartelli, con cui si affronta – e senza nemmeno troppi giri di parole – il primo cittadino (bollato provocatoriamente come «taglianastri») e Sabba (al vetriolo etichettato come «assessore trafficone»).
Il volantino va sul pesante. Ci sono, infatti, riferimenti all’attività di Sabba che aveva gestito il chiosco messo a bando dal Comune del Parco Comerio, con sottolineature rispetto a presunte irregolarità. Vicenda, quella del chiosco, che in passato aveva generato anche polemiche politiche sulla presunta incompatibilità alla sua nomina di assessore.
Residenti esasperati
Insomma, l’espasperazione non viene proprio nascosta da parte dei residenti. Si tratta, infatti, di un tema che si trascina da molti anni nel quartiere attorno al Museo, anche perché la proposta di un’area feste in zona industriale, ventilata anni fa, è ormai tramontata. E in passato anche alcuni consiglieri comunali che abitano in zona avevano alzato la voce per chiedere il rispetto delle regole. A volte i concerti si protraggono oltre la mezzanotte, altre volte l’affollamento rende impossibile reperire un posto auto per chi torna a casa la sera. Così i residenti hanno deciso di organizzarsi e protestare.
«Troppe feste» al Museo del Tessile di Busto, scatta la petizione tra i residenti
