Crisi Electrolux, ritirati i licenziamenti. Urso: «Finalmente una nuova fase»

SARONNO – Nessuno stabilimento chiuso, un percorso di reindustrializzazione per il sito di Cerreto d’Esi, il ritiro dei licenziamenti unilaterali, un piano di incentivazione alle uscite volontarie nell’arco di tre anni, il ricorso agli ammortizzatori sociali e una nuova proposta di investimenti a sostegno della transizione industriale. Sono questi gli elementi di novità che Electrolux ha illustrato al tavolo nazionale presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, svoltosi a Palazzo Piacentini alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sedi degli stabilimenti del gruppo. Presenti al tavolo nazionale anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto.

Urso: “Finalmente una nuova fase”

«Finalmente si apre una nuova fase. Quello compiuto oggi è un passo nella giusta direzione», ha dichiarato Urso. «Ora serve la responsabilità di tutti per migliorare e definire entro il prossimo tavolo conclusivo del 29 ottobre una soluzione condivisa, capace di assicurare una prospettiva chiara e duratura per il futuro di tutti i siti produttivi e di garantire la salvaguardia dei lavoratori», ha aggiunto.

La strategia del Governo

Nel corso del tavolo, il ministro ha ricordato come la vertenza Electrolux si inserisca nel più ampio impegno del Governo in Europa per rafforzare la competitività del settore degli elettrodomestici, contrastare la concorrenza sleale, in particolare quella proveniente dall’Asia, e sostenere la produzione e gli investimenti europei. Su questo fronte, nelle scorse ore è arrivata un’apertura da Bruxelles. Il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné, ha infatti confermato per iscritto al ministro la disponibilità ad agire sulla base delle indicazioni contenute nel non paper promosso dall’Italia e sostenuto anche da Germania, Francia, Spagna, Polonia e Slovacchia.

Il prossimo appuntamento

Il prossimo incontro al Mimit, fissato per il 29 ottobre, sarà un passaggio decisivo del confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. Sul tavolo ci sarà anche la definizione della riorganizzazione globale del gruppo, attesa nella prima parte di novembre.

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