NOVARA – Non c’è pace sotto le chiome degli alberi del Parco dei Bambini. Il ritrovamento di nuovi cadaveri di Ibis trasforma quello che sembrava un amaro capitolo di bracconaggio extraurbano in un giallo inquietante che sfiora il cuore del centro cittadino. Con due elementi che rendono la vicenda ancora più pesante: l’ipotesi che qualcuno possa aver aperto il fuoco direttamente all’interno dell’area verde e il triste spettacolo di carcasse lasciate a lungo adagiate sul prato.
Nuovi ritrovamenti nel polmone verde
A poche ore dai primi avvistamenti, a Malpensa24 continuano ad arrivare segnalazioni di resti e carcasse di volatili su prato del Parco intitolato a Marcella Balconi . Se in un primo momento si era ipotizzato che gli esemplari — feriti a morte dalle doppiette nelle campagne del Novarese — fossero riusciti a volare fin nel parco per cercare rifugio o tornare prima di spirare ai propri nidi dove li attendono i loro “figliuoli” (non più pulli, ma già in grado di volare, anche se ancora nutriti dai genitori) , l’accumularsi degli episodi incrina pesantemente questa ricostruzione.
L’ipotesi del “ritorno al nido” regge finché si tratta di casi isolati. Ma la sistematicità dei ritrovamenti sempre nello stesso identico perimetro solleva interrogativi che non si possono più ignorare.
Chi sta sparando e dove?
Il dubbio si fa strada tra frequentatori e ambientalisti: è davvero credibile che tutti questi volatili trovino la forza di percorrere chilometri prima di cadere proprio qui? O bisogna valutare l’ipotesi — ben più preoccupante — che qualche colpo sia partito all’interno del parco?
Se la seconda pista venisse confermata, si tratterebbe di una palese minaccia per la sicurezza pubblica.
Ma il vero rompicapo riguarda l’identità di chi imbraccia le armi. Gli abbattimenti selettivi per il contenimento della specie sono, per legge, materia strettamente riservata ai corpi autorizzati, in primis le guardie provinciali. Operazioni che, per ovvie ragioni di sicurezza, devono svolgersi esclusivamente fuori dai centri abitati e mai in contesti urbani frequentati da famiglie e bambini.
Carcasse dimenticate sull’erba
A rendere la situazione ancora più grave è la gestione dei resti. Diversi cittadini segnalano come i cadaveri degli uccelli rimangano adagiati sull’erba per ore, se non per giorni, prima che qualcuno provveda alla rimozione. Un quadro di degrado e scarsa igiene proprio nel parco dedicato ai più piccoli, dove i bambini si trovano a giocare a pochi passi dai resti della fauna selvatica. Anche considerando le temperature ancora calde, pur ormai in pieno mese di ottobre
