NOVARA – Li hanno visti in tanti questa mattina, domenica 4 ottobre, che, in una specie di amaro paradosso, è il giorno dedicato alla solennità di San Francesco patrono dell’ecologia: nell’area verde del Parco dei bambini sul prato giacevano i cadaveri di due esemplari adulti di Ibis sacro.
La ricostruzione di Albero Amico
L’immagine che pubblichiamo, piuttosto “forte”, arriva dalle attiviste di Albero Amico, l’associazione ambientalista novarese che più di ogni altra ha seguito nella scorsa primavera la vicenda dell’arrivo dei maestosi uccelli nel parco dell’Allea e nello stesso parco dei bambini, l’attivazione del piano di “contenimento” messo in atto dalla Provincia di Novara e le conseguenti polemiche.
Maria Luisa Tornotti, di Albero Amico, ha anche una sua ricostruzione di quanto verosimilmente potrebbe essere accaduto. «Si tratta – dice – di due genitori che forse feriti mortalmente in campagna sono tornati dai loro piccoli che ancora alimentavano e sono morti ai piedi del cedro sulla cui cima i pulcini li aspettano».

Incidente o bracconaggio?
Ovviamente non è possibile accertare i fatti, non c’è alcuna certezza che le cose siano andate effettivamente così, ma gli indizi danno credito all’ipotesi di Tornotti.
Va ricordato che dal 20 settembre sul territorio della provincia di Novara, come del resto in tutto il Piemonte, è cominciata la stagione della caccia.
Gli ibis nella nostra regione non sono indiscriminatamente cacciabili da chiunque, ma sono semmai oggetto dei piani di contenimento stabiliti dalle amministrazioni provinciali, piani che sono affidati alla polizia provinciale. Ma è chiaro che la presenza delle doppiette nelle campagne del novarese potrebbe anche aver causato dei ferimenti non voluti, se non episodi di possibile bracconaggio.
«E se qualcuno avesse sparato in città?»
«Naturalmente – conclude l’attivista – non possiamo escludere nessuna ipotesi, compresa quella che qualcuno abbia sparato in città. Il che sarebbe davvero gravissimo».
La vicenda riporta in primo piano l’attenzione sulla gestione della presenza di queste specie: dopo le grandi polemiche dei mesi scorsi, il tema è via via scivolato fuori dal cono di luce della cronaca. Ma i due esemplari morti sul prato del Parco dei Bambini non possono che riaprire il dibattito.
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