SAMARATE – Screzi e dimissioni, tensioni e giravolte: a Samarate succede di tutto. Mentre si attende in nuovo assessore, che succeda alla dimissionaria Alessandra Cariglino, si concretizza il passaggio in minoranza di Alessandro Cenci (Samarate Insieme). Quanto basta alle opposizioni di centrodestra – Lega e Fratelli d’Italia, con il sostegno dichiarato di Forza Italia – per cogliere la palla al balzo e rincarare la dose: «La maggioranza? Ormai è compromessa».
Come se non bastasse, irrompe anche il presidente del consiglio comunale Luca Macchi. Che striglia Antonio Callegher, esponente di Samarate Città Vita e presidente della Commissione Sport per aver «negato la possibilità di una dichiarazione o di un chiarimento politico» alle opposizioni.
Opposizioni alla carica
In ordine. Le opposizioni di centrodestra – il leghista Valentino Celotto e Vito Monti, Roberto Forestiere e Rossella Caligiuri (FdI) – partono proprio da lì, dalla Commissione Sport che ieri, 6 ottobre, è saltata a causa della mancanza del numero legale. Assenti gli esponenti di Samarate Insieme (Cenci, che è ancora formalmente in maggioranza fino a quando non sarà nero su bianco il suo passaggio in minoranza) e del Movimento Cinque Stelle. Ecco, un assist per Fratelli d’Italia e Lega. Che ora, in conferenza stampa, affondano il colpo: «Questo è l’ennesimo esempio di come questo centrosinistra largo non sia capace di governare», dicono. «Una mancanza di attenzione nei confronti della città». Di più: «Si è trattata dell’ennesima figuraccia e non ci è stata nemmeno data la possibilità di esprimere un parere che subito il presidente di Commissione ha chiuso la seduta. Questo è un modo approssimativo e superficiale di governare». Cosa significa? «Che manca coesione fra le forze politiche della maggioranza: non è mai esistita. Se stanno ancora lì è solo per le poltrone. Ma quanto durerà? Di mal di pancia ce ne sono tanti». Guarda il video:
La strigliata di Macchi
E, in effetti, anche Macchi questa volta si allinea. Almeno in merito alla mancata possibilità per le opposizioni di esprimersi all’inizio della Commissione. E lo dice chiaramente: «Quanto accaduto con la rigida e affrettata chiusura dei lavori da parte del presidente della Commissione Sport, pur avvalorata dalle norme, rappresenta un’occasione persa per la ricerca del confronto per cui ci si era tanto spesi in fase elettorale». Ecco il post integrale:
Siamo una amministrazione a base civica che ha sostenuto in campagna elettorale la necessità del confronto politico nelle commissioni perciò è giusto come presidente del consiglio intervenire su quanto è successo ieri sera in commissione sport
Riflessione sulla chiusura della Commissione Sport e sull’importanza del confronto democratico
In qualità di Presidente del Consiglio Comunale, mi sento in dovere di intervenire pubblicamente per esprimere profondo rammarico e disappunto per la piega che hanno preso i lavori della Commissione Sport nella seduta di ieri sera.
Il ruolo che ricopro mi impone di essere garante imparziale del corretto svolgimento delle dinamiche consiliari e di assicurare che ad ogni gruppo politico , di maggioranza come di minoranza , sia sempre garantito lo spazio per l’esercizio della propria funzione rappresentativa. La politica, soprattutto a livello locale, deve vivere di dialogo, ascolto e confronto, anche quando le posizioni di partenza sono distanti.
Quanto accaduto ieri sera con la rigida e affrettata chiusura dei lavori da parte del Presidente della Commissione Sport, pur avvalorata dalle norme, rappresenta un’occasione persa per la ricerca del confronto per cui ci si era tanto spesi in fase elettorale. Negare la possibilità di una dichiarazione o di un chiarimento politico, prima di procedere con le formalità dei lavori, significa chiudere la porta al dibattito democratico. La richiesta della minoranza di rilasciare una dichiarazione prima di sedersi al tavolo e garantire il numero legale, era un legittimo passaggio politico che avrebbe potuto sbloccare la seduta e permettere l’esame del punto all’ordine del giorno.
Pur facendo parte della coalizione, fortemente rappresentata da forze civiche, che sostiene questa amministrazione, ritengo che l’appartenenza politica non debba mai prevalere sul rispetto del confronto e del metodo democratico. Sbarrare la strada al dialogo per mera rigidità procedurale produce un solo risultato negativo: portare in Consiglio Comunale argomenti senza un previo ed essenziale passaggio di approfondimento nelle commissioni preposte, con il rischio di trasformare l’aula consiliare in un terreno di scontro invece che di merito.
Invito tutti a ricordare che le commissioni sono il luogo privilegiato per il dibattito, il confronto e per la ricerca di sintesi nell’interesse dei cittadini di Samarate.
Mi auguro che episodi del genere non si ripetano e che si torni al più presto a un clima di reciproco rispetto e di vera apertura istituzionale.
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