Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, è costretto (lui solo) a difendere di nuovo Malpensa. Presa di posizione, la sua, contro l’opposizione dei vettori italiani – Ita, Neos e Aeroitalia – alla concessione della cosiddetta “quinta libertà” a Emirates, che vuole aprire il volo diretto Milano-Lima. Una tratta che secondo il parere delle compagnie nazionali, illustrato in una missiva a Enac e in alcuni interventi pubblici, comporterebbe un danno economico. Con questo affermando che qualsiasi concessione di tale natura metterebbe a rischio la sostenibilità delle aviolinee tricolori.
Un no secco motivato anche dal fatto che la compagnia emiratina gestisce già il volo su New York e che, in passato, aveva già provocato disapprovazioni e polemiche; un no sul quale pesa il successo di passeggeri che utilizzano Emirates per raggiungere gli Usa invece di altri vettori. Dal canto suo, Fontana parla senza perifrasi: “ Credo che Malpensa abbia diritto di avere altre linee perché qui la gente vuole venire e ha bisogno di venire, quindi è assurdo che si cerchi di far arrivare gli aerei dove non c’è necessità”. Di più: “Quindi noi siamo perché venga concessa la linea Malpensa-Lima che aprirebbe una importante rotta verso il Sudamerica oltre che verso Dubai”. Tra l’altro, l’unica linea diretta da Milano al Sudamerica è il San Paolo, gestito da Latam.
Sin qui la premessa. I commenti non possono evitare il sospetto che, al di là delle legittime ragioni di concorrenza, entri in scena l’ulteriore tentativo di penalizzare lo scalo varesino per favorire ancora una volta Fiumicino. Milano contro Roma, come è sempre stato fin dall’inaugurazione di Malpensa Duemila, sul finire degli anni Novanta. Prima hub, poi la retrocessione con l’abbandono di Alitalia e, ora, con la disaffezione dichiarata di Ita per le piste varesine. Un sospetto, certo. Ma se da un lato sono in gioco gli interessi nazionali, dall’altro si finisce per penalizzare la connettività e l’espansione di Malpensa.
Soltanto alcune settimane fa (era il 25 settembre) è stato ufficialmente dedicato lo scalo a Silvio Berlusconi, una scelta voluta dalla politica e, più precisamente, dal governo. Alla cerimonia erano presenti in grande spolvero i maggiorenti del centrodestra. Parole volte allo sviluppo e all’incremento dell’aeroporto che ora porta il nome di un uomo che si è sempre battuto per la crescita della “sua” Lombardia. Vero, come si è spesso sottolineato, che “Malpensa può fare da sola”, che la sua attrattività è determinata dal mercato. Vero anche che, una volta di più, è costretta a fare i conti con il fuoco amico. Magari con la complicità di parte di quella politica che per mera opportunità guarda, anzi, “vola” altrove. E a Malpensa viene a fare passerella.
malpensa emirates milano roma – MALPENSA24
