MILANO – Il 70% degli studenti che hanno concluso il percorso formativo ha trovato un’occupazione in soli due mesi, mentre il restante 20% ha deciso di puntare sull’istruzione e proseguire il percorso. È il bilancio del primo anno del Progetto Bridge dedicato alla formazione professionale dei giovani migranti promosso da Aslam, ente per la formazione professionale accreditato da Regione Lombardia, e sostenuto dalla Fondazione Villum attraverso l’Eye Program 2024. I risultati del progetto sono stati presentati ieri – lunedì 12 ottobre – a Milano, al Belvedere “Silvio Berlusconi” di Palazzo Lombardia, durante il convegno “Un anno di Aslam Bridge. Formazione e integrazione delle persone migranti: nuove opportunità di sviluppo” alla presenza dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, del presidente di Aslam, Angelo Candiani, del direttore generale Carlo Carabelli e del direttore grant area di Fondazione Villum, Nicolas Schunck.
Progetto Bridge
Il progetto Bridge è rivolto a persone dai 18 ai 35 anni che hanno conseguito la licenza media ed è nato per rispondere alla crescente richiesta espressa dalle imprese del territorio, che oggi registrano una carenza stimata in decine di migliaia di addetti, e per trasformare questo fabbisogno occupazionale in un’opportunità di inclusione. «Il progetto – ha dichiarato Tironi – dimostra concretamente quanto la formazione professionale possa essere uno strumento decisivo per costruire opportunità di lavoro, autonomia e integrazione. In Lombardia crediamo in una formazione che non lasci indietro nessuno e che sappia trasformare il fabbisogno di professionalità del nostro sistema produttivo in un’occasione di crescita per le persone e per l’intera comunità».
Il ruolo di Aslam
Aslam offre agli studenti percorsi formativi gratuiti costruiti insieme alle aziende sulla base delle concrete necessità del tessuto produttivo locale e finalizzati all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili sul mercato del lavoro. Nell’anno scolastico 2025-2026, su 92 iscritti al Progetto Bridge – di cui il 75% uomini e il 25% donne provenienti principalmente da America Latina, Asia e Africa – 72 sono stati ammessi agli esami finali e 70 sono stati promossi e hanno conseguito la qualifica professionale regionale Eqf di livello 3. Titolo che, grazie a Bridge, può essere ottenuto in un solo anno scolastico. Attraverso una rete che coinvolge i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), cooperative sociali, centri di prima accoglienza nelle province di Milano, Varese e Monza-Brianza, partner istituzionali e aziende del territorio, Bridge punta a formare più di 300 lavoratori nell’arco di quattro anni. Un obiettivo che mira a contribuire anche alla riduzione del mismatch occupazionale nel territorio lombardo.
Un modello replicabile
«Il progetto di sperimentazione quadriennale – ha sottolineato Candiani – ha dimostrato già dal primo anno la sua straordinaria efficacia e la sua replicabilità su scala nazionale. In questo modello, ogni attore mette a disposizione le proprie competenze specifiche ed è pienamente valorizzato nella propria azione». Durante il convegno, gli esperti hanno analizzato il modello Bridge e i risultati finora ottenuti per mettere a fattor comune un’esperienza unica in Italia nel suo genere e utile a consolidare un percorso formativo progettato insieme alle imprese, capace di rispondere ai reali fabbisogni occupazionali e di diventare uno strumento stabile di integrazione e sviluppo, da proporre, come prossimo step al Ministero dell’Istruzione e al Ministero del Lavoro. «È possibile costruire un percorso istituzionale replicabile in tutta Italia – ha specificato Carabelli -, offrendo al contempo una risposta concreta ed efficace all’inclusione delle persone con background migratorio attraverso l’integrazione lavorativa e sociale, guidata da un canale regolamentato e sicuro. Il modello ha già suscitato l’interesse di altre regioni ed è pronto a diventare una via strutturata per la crescita formativa dei giovani migranti e lo sviluppo del nostro tessuto industriale».
Sguardo oltre i confini
Ma il modello guarda già oltre i confini della Lombardia e dell’Italia. «Da una prospettiva europea, la possibilità di replicarlo è particolarmente significativa. Le difficoltà nell’integrare nel sistema educativo i giovani a rischio di esclusione e nel favorire il loro percorso verso il mondo del lavoro rappresentano una sfida diffusa, che richiede nuovi approcci adattati ai diversi contesti e soluzioni capaci di coinvolgere più settori. Il modello Bridge affronta con successo questa sfida, mettendo in relazione le competenze individuali con le esigenze di professionalità del territorio», ha sottolineato Schunck.
L’anno 2026/2027
Per l’anno formativo 2026-2027 ASLAM propone otto percorsi gratuiti nei settori della termoidraulica e della saldatura (sede di Magenta), meccanica (Samarate), impiantistica elettrica (Milano), pelletteria (Milano), tessile (Gallarate), riparazione di veicoli a motore (Malpensa – Case Nuove e Varese) e lavorazione del legno (Lentate sul Seveso). Ogni corso prevede 850 ore di formazione, comprensive di aula, laboratori e stage in azienda, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze tecniche, delle soft skills, dell’educazione civica e della sicurezza sul lavoro. I candidati devono essere in possesso del diploma di terza media conseguito o da conseguire entro marzo 2027 e devono avere una conoscenza di base della lingua italiana. Attraverso gli Orientation Days, tutor, docenti e rappresentanti delle aziende si mettono a disposizione delle persone interessate per dare loro la possibilità di scoprire l’offerta formativa dell’anno 2026-2027 e conoscere le metodologie di Aslam.
A Malpensa Fiere gli Orientation Days per l’inserimento lavorativo dei migranti
