NOVARA – Il prolungamento della tangenziale di Novara dall’incrocio con la Statale del Lago Maggiore alla statale della Valsesia è finalmente percorribile, dopo l’affollata cerimonia di inaugurazione di lunedì.
Ma, come più d’uno ha sottolineato a margine del taglio del nastro dei 5 chilometri dei lotti 0 e 1, costati oltre 2000 giorni di lavoro, manca ancora un lotto per completare il disegno originale della circonvallazione di Novara, pensata sul finire anni ’70 del secolo scorso e il cui primo tratto vide la luce più di 40 anni fa, nel giugno del 1983.
Il collegamento verso ovest
Si tratta del collegamento verso ovest tra la statale 299 per la Valsesia e la strada statale 11 “Padana Superiore” per Vercelli, all’altezza di Lumellogno.
Un tratto fondamentale. Non solo perché chiuderebbe l’anello intorno al capoluogo, ottenendo finalmente l’effetto di dirottamento del traffico di transito fuori dal centro abitato, ma anche perché darebbe senso compiuto ad un’altra opera che, sia pure con fatica sta compiendo il suo cammino: la cosiddetta “strada veloce” tra Novara e Vercelli
Un sogno che dura da più di 20 anni
Ma a che punto è l’iter del nuovo collegamento? Della nuova arteria Novara-Vercelli si parla già dal 2004, anno in cui il Politecnico di Torino predispose alcuni studi di tracciato. Il progetto però non andò avanti a causa di un ricorso al Tar da parte dei proprietari dei terreni interessati dal passaggio della strada.
Nel luglio 2019 il Presidente della Regione Piemonte, Cirio, e l’Assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture, Gabusi, avevano inserito quest’opera nel dossier delle opere considerate strategiche per il Piemonte, presentato a Roma all’allora Ministro delle Infrastrutture Toninelli.
Del progetto si ritorna a parlare – anche con un paio di presentazioni pubbliche – nel 2023 quando viene affidato alla Provincia di Vercelli l’incarico di provvedere ad un nuovo progetto per la realizzazione dell’opera.
Gli ultimi eventi
Ad ottobre 2025, la Regione ha richiesto che la realizzazione dell’opera fosse inserita nel Contratto di Programma fra ANAS e MIT valido dal 2026 al 2030, definendo un importo complessivo dell’opera di 210 mln€, al cui interno è individuato un primo lotto funzionale da 75 mln€.
A giugno di quest’anno è stata sottoscritta tra ANAS, Regione Piemonte e Provincia di Vercelli la Convenzione finale per il progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica ai sensi della normativa sui contratti pubblici, ancora modificata nel 2023 e che ha cambiato i requisiti dei progetti nelle loro varie fasi.
A luglio 2026, Provincia di Vercelli ha trasmesso ad ANAS la documentazione progettuale revisionata e aggiornata secondo i canoni standard utilizzati da ANAS, «al fine – spiegano dall’assessorato – delle valutazioni di ANAS stessa nel merito e finalizzate al successivo sviluppo dell’iter procedurale inerente tutte le autorizzazioni, licenze e nulla osta necessari».
In questo mese di ottobre 2026 ANAS ha anticipato alla Provincia di Vercelli le Schede istruttorie contenenti le osservazioni relative alle diverse discipline che compongono il Progetto di fattibilità tecnico economica. I tecnici incaricati dalla Provincia di Vercelli, stanno provvedendo a redigere le ulteriori integrazioni per poter fornire ad ANAS quanto richiesto per la fine del mese di novembre.
Dopodichè la palla tornerà nelle mani di ANAS che svolgerà il ruolo di Stazione Appaltante per gestire l’iter ulteriore verso la realizzazione della strada.
Ma il “lotto che non c’è” è ancora di là da venire
Un percorso complicato, che sta comunque procedendo, ma che rischia di trovare un ostacolo alla sua piena realizzazione proprio nel “lotto mancante” della tangenziale di Novara.
Infatti nel disegno di massima, la superstrada dovrebbe innestarsi con la tangenziale proprio nello snodo all’altezza di Lumellogno, che però esiste solo sulla carta.
«E’ un intervento – ha risposto a Malpensa24 l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme (VEDI VIDEO) – che va progettato completamente. Sono tutte progettazioni che dobbiamo mettere a terra. Però non è nel contratto di programma e deve essere inserito, ma sicuramente per noi non ci sono ovviamente soverchie imposizioni a non fare: siamo per il fare e quindi lo faremo».
Anche perché, come detto, questa è un’opera che vale due…
