Varese, il Premio Furia all’economista ed ex ministro Enrico Giovannini 

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L'ex ministro Enrico Giovannini

VARESE – Il Premio Ecologia Città di Varese – Salvatore Furia 2026 sarà conferito ad Enrico Giovannini, economista e statistico, professore ordinario di Statistica economica e di Analisi e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Roma Tor Vergata e docente presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Giovannini è stato due volte ministro dopo aver ricoperto gli incarichi di chief statistician dell’Ocse e di presidente dell’Istat. L’annuncio oggi, giovedì 15 ottobre, in Comune a Varese (qui sotto il video). La cerimonia di consegna si terrà il 5 novembre al Salone Estense alle 21.

La scelta

Cofondatore e direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Giovannini ha dedicato una parte fondamentale del proprio percorso scientifico, istituzionale e culturale alla promozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e alla diffusione di una visione dello sviluppo capace di integrare le dimensioni ambientale, economica e sociale. Anche quest’anno la scelta del comitato conferma dunque il prestigio culturale dell’iniziativa, individuando una personalità che ha saputo tradurre la consapevolezza della crisi ambientale in una riflessione più ampia sulle responsabilità della società, delle istituzioni e del sistema economico. Attraverso il lavoro scientifico, l’impegno istituzionale e l’attività di divulgazione, Giovannini ha contribuito a portare il paradigma dello sviluppo sostenibile al centro del dibattito pubblico, promuovendo una visione nella quale il benessere non può essere misurato soltanto attraverso la crescita economica, ma deve comprendere la qualità della vita, la coesione sociale, la tutela delle risorse naturali e le opportunità offerte alle generazioni future.

Il collegamento con Furia

La fondazione dell’ASviS nel 2016 rappresenta una tappa fondamentale di questo impegno. L’Alleanza contribuisce a diffondere la conoscenza dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e a promuovere il raggiungimento dei suoi 17 Obiettivi: un programma che unisce il contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, la tutela degli ecosistemi, la promozione di modelli di produzione e consumo responsabili e la costruzione di società più inclusive e resilienti. È una prospettiva che invita a superare la separazione tra politiche ambientali e politiche sociali, riconoscendone la profonda interdipendenza. La sostenibilità, infatti, non può limitarsi alla protezione delle risorse naturali, ma deve interrogarsi anche su come vengono distribuite le opportunità, su chi sostiene i costi delle trasformazioni e sulla possibilità di garantire condizioni di vita dignitose a tutti. È proprio in questa visione che si ritrova la coerenza con la figura di Salvatore Furia, naturalista, divulgatore e fondatore del premio nel 1973. Furia ha dedicato la propria vita alla conoscenza e alla protezione della natura, convinto del valore della scienza come strumento di educazione e di crescita della comunità. La sua intuizione, maturata quando l’ecologia non occupava ancora il posto che oggi le spetta nel dibattito pubblico, conserva una straordinaria attualità: conoscere l’ambiente significa comprenderne gli equilibri, riconoscere la responsabilità umana nel preservarli e costruire una cultura della cura capace di coinvolgere l’intera società.

Il percorso degli ultimi anni

Il conferimento del Premio 2026 si colloca in un percorso culturale che si è progressivamente consolidato, in questi ultimi cinque anni, attraverso personalità diverse per formazione e ambito di attività, ma accomunate dalla capacità di allargare lo sguardo sul rapporto tra esseri umani e ambiente. Nel 2022, con Barbara Gallavotti, il riconoscimento ha valorizzato il ruolo della divulgazione scientifica nel rendere accessibili conoscenze complesse e nel rafforzare la consapevolezza pubblica. Nel 2023 la scelta di Michelangelo Pistoletto ha richiamato il ruolo della cultura e della creatività nel ripensare il rapporto tra essere umano, società e pianeta. Nel 2025, con Ilaria Capua e la sua visione della salute circolare, è stata sottolineata l’interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute dell’ambiente, insieme al peso dei comportamenti sociali, dell’economia, del diritto e dell’informazione. Il riconoscimento a Enrico Giovannini rappresenta il compimento di questo cammino: dalla conoscenza scientifica alla cultura, dalla salute alla responsabilità economica e istituzionale, emerge una concezione dell’ecologia che non si limita alla conservazione della natura, ma riguarda il modo in cui gli stati organizzano la convivenza, distribuiscono le opportunità e immaginano il futuro. Il filo conduttore è l’ecologia integrale, secondo la quale la crisi ambientale e quella sociale non possono essere affrontate separatamente. Non esiste una vera sostenibilità ambientale senza attenzione alle disuguaglianze, alla dignità delle persone e alle condizioni di vita delle comunità più fragili. Allo stesso modo, nessun progresso sociale può dirsi duraturo se compromette gli equilibri naturali dai quali dipende la vita.

Il commento dell’assessora

«C’è un aspetto dell’eredità di Salvatore Furia che vorrei sottolineare: la sua capacità di essere educatore – ha detto Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese. Furia ha trasmesso a tanti giovani non soltanto conoscenze naturalistiche, ma un modo di guardare la natura, di conoscere il proprio territorio e di sentirsi responsabili della sua tutela. Ci ha insegnato che la cultura ambientale nasce dalla conoscenza, ma diventa patrimonio comune quando si traduce in consapevolezza e comportamenti responsabili. È proprio questa consapevolezza che rende l’educazione fondamentale per costruire società sostenibili, come riconosce l’Agenda 2030. E richiama anche uno dei messaggi centrali della Laudato si’ di Papa Francesco: la cura della casa comune non può prescindere dalla consapevolezza del legame che unisce le persone all’ambiente e dalla responsabilità che ne deriva. Perché la tutela della natura non è separabile da quella delle persone, dalla giustizia sociale e dall’impegno verso le generazioni future».

Cerimonia a novembre

La cerimonia si terrà il 5 novembre in Salone Estense alle 21. L’ingresso è libero. Il momento sarà anticipato alle ore 15 dalla tradizionale cerimonia di piantumazione di un albero presso il parco di Villa Baragiola. La serata ospiterà anche l’annuncio del vincitore e la consegna del premio “Mario Pavan”, intitolato all’entomologo che fu anche ministro dell’ambiente, assegnato alla tesi di dottorato di un giovane ricercatore in materie scientifiche con focus sulla sostenibilità. Tra l’accademico Mario Pavan e il naturalista autodidatta Salvatore Furia ci fu grande amicizia e ammirazione, e reciproco incoraggiamento per l’opera che ciascuno conduceva per la conoscenza, l’educazione e la protezione dell’ambiente. L’organizzazione è a cura di Comune di Varese, Società Astronomica Schiaparelli, European Commission – Joint Research Centre Ispra, Università dell’Insubria, Arpa Lombardia.

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