Sicurezza. E’ la parola magica pronunciata dai partiti, soprattutto sponda centrodestra, per mettere in difficoltà sindaci e giunte avversarie. E “parlare” alla gente, anzi, alla pancia della gente. Sicurezza come argomento acchiappa voti nel velenoso clima pre elettorale di questo periodo per cavalcare l’argomento che più di altri, a torto o a ragione, è in cima alle preoccupazioni dell’opinione pubblica.
Sicurezza nelle città del nostro territorio, da Varese fin giù, nel capoluogo lombardo. Qui, a Milano, c’è un deputato di Fratelli d’Italia, l’immarcescibile Riccardo Decorato, che commenta tutti, ma proprio tutti, gli episodi di violenza, dalle rapine ai furti alle aggressioni, dalle vicende familiari agli incidenti stradali più gravi, addebitandoli alla mancanza di sicurezza; quindi, alla disattenzione e alla presunta incapacità dell’esecutivo di Beppe Sala di affrontare il problema. Decorato come paladino della tranquillità sociale e giustiziere via social (e comunicati stampa a raffica) del centrosinistra.
Ha sempre ragione? Il fatto che la sicurezza, non direttamente in capo alle amministrazioni civiche ma ad altre istituzioni, diventi motivo di scontro politico non sorprende. Fa parte del gioco, dentro un contesto comunque poco rasserenante in fatto di incolumità collettiva, ma che non risponde in via prioritaria alle municipalità. Che hanno il dovere, ci mancherebbe, di prendere atto di quanto succede nelle loro città, ma sono operativamente limitate nella deterrenza alla criminalità e a ciò che disturba e spesso sconvolge l’ordine pubblico.
Ma la politica ha le sue regole, a Milano come a Varese. Nella Città giardino è in primis la Lega ad accusare Palazzo Estense di inadempienze e sciatterie varie rispetto a fatti e situazioni che sovvertono lo status quo cittadino. Varese, forse uno dei centri meno critici della regione: le difficoltà di convivenza sono moltiplicate per mille da altre parti. Basta arrivare a Gallarate, con la più alta densità di popolazione straniera di tutta la provincia, per registrare scenari che, in alcuni luoghi (vedi stazione), costituiscono reali motivi di pericolo per chi soltanto vi passa. Tanto che Fratelli d’Italia, che fa parte della maggioranza amministrativa, ha diffuso una nota per richiamare la polizia urbana e il suo comandante a una maggiore vigilanza.
Un appello in funzione politica, destinato all’opinione pubblica cittadina. E all’assessore alla sicurezza, che è espresso proprio dai meloniani locali, per altro più volte pubblicamente bacchettato dal sindaco leghista. Forse ci sfugge qualcosa: la politica che si autosprona, da componente della maggioranza si scopre opposizione di sé stessa, in una giostra che non tiene conto delle appartenenze e soprattutto delle responsabilità, quelle di un partito che scompagina i ruoli pur di conquistare un briciolo di consenso in più. In nome della sicurezza, appunto.
