VARESE – «Roberto Vannacci mi fa l’orticaria». Stefano Bandecchi, ieri sera – venerdì 16 ottobre – arriva al Palace di Varese e molla la rasoiata prima di entrare nella Sala Kursaal colma di vidolettiani.
Il vulcanico sindaco di Terni, fondatore del partito politico Dimensione Bandecchi, percorre il lungo corridoio del Palace Hotel scortato da Stefania Bardelli e dal suo staff. Ha già rilasciato l’intervista embedded, ma il politico umbro è uomo di mondo, quando si accendono i riflettori non va troppo per il sottile, li sfrutta in barba alle esclusive locali e regala battute gustose. Come: «Sì, la Dimensione Bandecchi sbarca anche a Varese e sostiene il Movimento Angelo Vidoletti» e subito dopo il “dolce” pensiero per il generale.
Dentro, la platea attende. C’è prima un filmato che illustra agli astanti il Bandecchi pensiero, alternato agli slogan di Stefania Bardelli e poi tra lo sventolio di tre bandiere (tre di numero) entra dal retro del salone e, solo quando è ormai vicino al pulpito, parte l’applauso.
Per chi non l’aveva ancora capito
Bardelli conosce e sa usare bene le liturgie della comunicazione. Anche se il copione è identico a quello visto con Vannacci nella sala dell’ex cinema Lyceum di via Carrobbio qualche tempo fa. L’incontro con la star di turno è tutto organizzato “pro domo” Bardelli, la quale usa gli eventi come suo trampolino di lancio. Con Vannacci regalò il colpo di teatro annunciando il primo Team su scala nazionale del Mondo al contrario, al Palace cambia la spalla (non più il generale, ma il primo cittadino di Terni) e dà in pasto al pubblico la sua candidatura a sindaco di Varese. Come se nessuno avesse intuito che da tempo la Bersagliera, nel frattempo diventata Garibaldina («O si fa Varese o si muore») era proprio lì che stava andando a parare a suon di video social sulle buche nell’asfalto e sui marciapiedi sbeccati della Città Giardino.
Tant’è che in apertura di serata illustra il suo manifesto politico disegnando una Varese che molto si avvicina alla Kabul guerreggiata e bombardata. Il campionario è noto: stadio fatiscente, segnaletica orizzontale scarseggiante, ciclabile – quella di viale Belforte – imbarazzante. Applausi sì, tripudio di folla… andiamoci piano.
Il Re Davide e la queen Stefania
La colonna sonora che accompagna l’ingresso in sala della B&B – Bardelli & Bandecchi – è “We Will Rock You” dei Queen. Ma la vera regina è lei, la Stefania varesina, impeccabile tailleur panna, capello stirato alla perfezione, sguardo fiero e grinta da vendere, che però non sfonda nemmeno quando dice, riferendosi alla giunta di centrosinistra, «li travolgeremo».
E ancora, «saremo noi – dice Bardelli – a mandare a casa questa amministrazione. Galimberti e Civati non sono capaci. Il sindaco è l’uomo dei selfie (e se lo dice lei che fa uso e abuso dei social c’è da crederle), lo vedi immortalato a qualche iniziativa della domenica, ma non fa niente per la città. Al massimo regala qualche brioche (cit. attribuita – ma forse mai detta veramente – alla decollata regina Maria Antonietta).
Poi tocca a Bandecchi, che si presenta come il buon padre di famiglia e come imprenditore prestato alla politica e protagonista del miracolo Terni: «Ho cambiato la città sistemando i conti e senza accendere un mutuo». Per il resto, anche qui pochi colpi di teatro, ormai il dominio dei social ha già svelato tutto portando alla ribalta nazionale il sindaco della cittadina umbra.
