Roberto Vannacci a Varese: «La Lega è il mio partito. Ora la voglio vannaccizzare»

VARESE – «Certo che voglio vannaccizzare la Lega. Sono entrato nella Lega, sono stato eletto da indipendente nella lista del Carroccio e non ho mai pensato di fondare un altro partito. Per coerenza. E poi, quale partito avrei dovuto scegliere? La Lega è il partito che più mi rappresenta, ha i miei stessi valori e marciamo insieme». Roberto Vannacci, Alberto da Giussano puntato sulla giacca, torna, da leghista, oggi (mercoledì 22 aprile) a Varese per presentare il suo libro e lanciare la campagna di adesioni alla sua Associazione Il Mondo al contrario.

Alla guida della 500

Arriva nel piccolo cortile dell’ex Lyceum guidando una 500 rossa fiammante. Scende: «Bella la 500 vero? Ma non è mia – dice alla stampa – però è un simbolo del nostro paese». Il generale, prima ancora di entrare in sala, gremita, lancia i suoi messaggi. Disponibile, si ferma e risponde alla domande dei giornalisti.

L’associazione

«Io sono tesserato della Lega, questo è il mio partito», dice. Però non c’è un leghista ad accoglierlo. Nè di livello provinciale e neppure cittadino. E chi lo accompagna Stefania Bardelli spiega – e forse svela l’arcano delle assenze dei capataz leghisti – che « questa sera lanciamo la nascita dell’associazione di Roberto Vannacci, anche qui a Varese».

Sono il nemico del pensiero unico

«Prima mi hanno subito bollato come omofobo, fascista. Una tattica per squalificare il nemico del pensiero unico quale sono io. Poi hanno cercato di azzerare le mie idee falsificando le tesi del mio libro. Tutti si ricordano una frase, ma nessuno le pagine che spiegano quell’affermazione. Infine, i sostenitori del pensiero unico stanno cercando di squalificare i lettori del libro, cioè – dice il generale indicando il pubblico – voi».

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