BUSTO ARSIZIO – «Sono orgoglioso di essere qui». Federico Sciutto, pronipote del “principe mercante” Enrico Dell’Acqua, il grande bustocco pioniere delle esportazioni tessili in Sud America, arriva a Busto Arsizio. E la prima tappa del tour non poteva che essere in piazza Volontari della Libertà, per visitare la maestosa statua equestre a Enrico Dell’Acqua, il biglietto da visita della città davanti alla stazione “centrale” delle Ferrovie dello Stato.
L’incontro
«Quella del mio bisnonno è una storia custodita per generazioni» le parole di Federico Sciutto, accolto nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni dal sindaco Emanuele Antonelli, dalla presidente del consiglio comunale Laura Rogora e dalla deputata e assessore alla cultura Manuela Maffioli, oltre che dai consiglieri Francesco Attolini e Orazio Tallarida e dai rappresentanti delle associazioni riunite al tavolo identità dell’assessorato alla cultura (tra cui la Regiù della Famiglia Bustocca Mariella Toia e il presidente dell’Università Cittadina Carlo Magni), ma anche Chiara Cavelli, autrice di un volume su Dell’Acqua. E Sergio Colombo, presidente dell’associazione Enrico Dell’Acqua, ha omaggiato Sciutto con il guidoncino del sodalizio.
La visita

Il pronipote (da parte di madre) del “Principe mercante” arriva da Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Suo nonno era Mario Dell’Acqua, uno dei figli del pioniere dell’export tessile in Sud America, che si era stabilito in Argentina con la famiglia. Nel suo viaggio in Europa ha voluto fare una deviazione a Busto Arsizio proprio per visitare i luoghi in cui Enrico Dell’Acqua è ricordato. Come la statua equestre nella piazza della stazione e la formella commemorativa ai Molini Marzoli. «Il mio sogno è riportare qui mia madre Elisabeth, che ha 89 anni. La prossima volta spero di tornare con lei».
«Ha aiutato Malpensa»
«A Enrico Dell’Acqua dobbiamo anche Malpensa, che è stata fondata sulle sue orme da cinque imprenditori bustocchi» ha ricordato il sindaco Antonelli. «I bustocchi sono sempre stati molto avanti, Dell’Acqua ne è la riprova». E la deputata e assessore Manuela Maffioli ricorda che «a lui dobbiamo la grandezza della città. Busto è riuscita a farsi conoscere, con una vocazione tessile che è stata mantenuta in forma sostanziale e formale».
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