LEGNANO – Che cosa ci fanno questa settimana giovani da tutto il mondo alla Canazza di Legnano? Si tratta di studenti della laurea magistrale internazionale Urban Planning and Policy Design del Politecnico di Milano, accompagnati dal professore Massimo Bricocoli del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. Sono venuti allo Spazio 27B, già Casa Accorsi (nella foto), per studiare da vicino un’esperienza di rigenerazione urbana, presa come modello e buona pratica per tutta l’area metropolitana milanese.
Radice: «Canazza sempre meno periferia»
«Sì, proprio in Canazza – rimarca il sindaco Radice – Un quartiere dove un tempo pochi avevano voglia di andare e dove oggi arrivano studenti da tutto il mondo per capire che cosa è successo a un edificio che, dopo l’uscita della Rsa, rischiava di restare vuoto. Oggi lo Spazio 27B è un luogo vivo: dallo Spazio Incontro Canazza, gestito dalla cooperativa Età Insieme, alla Biblioteca comunale, fino al Terzo Tempo Bistrò. E poi la formazione con Its Incom, l’ospitalità per i rugbisti del Rugby Parabiago e l’housing sociale della Fondazione San Carlo. Realtà diverse, che convivono in un progetto di rigenerazione condiviso con Renovo Impresa Sociale e la cooperativa Intrecci. È il cambiamento che abbiamo voluto per la Canazza – aggiunge Radice – nuovi servizi, nuove opportunità, spazi che tornano a vivere insieme al quartiere. Sempre meno periferia e sempre più uno dei nuovi centri della città».
Accensione del riscaldamento rinviata a lunedì 26
Sfruttando la riserva contenuta nell’ordinanza emanata il 9 ottobre, che spostava dal 15 al 22 la data di accensione dei riscaldamenti, il sindaco di Legnano ha deciso un ulteriore rinvio dell’accensione a lunedì 26. L’ordinanza, oltre a considerare le più generali necessità di risparmio energetico e sostenibilità ambientale, si basa sulle previsioni meteorologiche di Arpa secondo cui, pur in presenza di condizioni di variabilità meteorologica, la media delle temperature massime nei prossimi giorni dovrebbe mantenersi tra i 17 e i 18 gradi di massima e le minime. Gli impianti termici possono comunque essere accesi in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio per una durata giornaliera non superiore alle 7 ore.
L’ordinanza non si applica: agli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili, nonché alle strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossicodipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici; agli edifici adibiti a scuole materne e asili nido; agli edifici adibiti a piscine, saune e assimilabili; agli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione Con l’ordinanza il sindaco rivolge anche un invito ai titolari e ai gestori di attività commerciali e pubblici esercizi del territorio comunale a mantenere chiuse le porte al fine di limitare dispersioni di calore quando saranno in funzione gli impianti di riscaldamento.
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