NOVARA – Una superficie complessiva di ben 42.458 metri quadri complessivi dedicati agli amici a quattro zampe. Il nuovo regolamento comunale per le aree di sgambamento cani si presenta con numeri importanti e un obiettivo chiaro: mettere ordine e garantire sicurezza e igiene nei parchi cittadini recintati. Tuttavia, proprio mentre il testo si avvia all’approvazione finale, prevista per il consiglio comunale del prossimo giovedì una singola norma è bastata a scatenare la scintilla del dibattito.
L’oggetto del contendere: un solo cane per padrone
Guardando al quadro generale, il regolamento affronta tutti gli aspetti della vita da parco: dall’obbligo di museruola al seguito, alla raccolta delle deiezioni, fino al limite di permanenza fissato a 30 minuti. Ma è l’Articolo 3, lettera a a far storcere il naso ai proprietari multipli: «Ciascun proprietario/conduttore potrà portare all’interno dell’area di sgambamento un solo cane per volta».
Chi possiede due o tre cani, insomma, secondo la norma attuale dovrebbe fare il giro d’onore, sgambare il primo Fido, riportarlo a casa (o lasciarlo in auto) e poi tornare con il secondo. Una prospettiva che ha comprensibilmente fatto sobbalzare più di un consigliere durante la commissione consiliare di questa mattina.
L’effetto branco e il parere etologico che divide
A difendere – pur senza eccessiva enfasi e con la sua proverbiale pacatezza – la ratio della regola ci ha pensato l’assessore Elisabetta Franzoni, richiamando il parere tecnico espresso in Consulta Ambiente da Emanuela Zonca dell’associazione AnPaNa.
La spiegazione scientifica non fa una piega: due cani che vivono insieme, quando liberati in un recinto, fanno “squadra” e attivano l’effetto branco (o facilitazione sociale). L’adrenalina sale, la percezione del rischio crolla e due cagnolini solitamente mansueti possono trasformarsi in una temibile “squadra d’assalto” pronta a difendere il territorio contro un altro cane presente.
Un’analisi impeccabile sotto il profilo etologico, ma che scontra duramente con la pratica quotidiana. Come sottolineato anche da altre voci delle associazioni costringere un cittadino a passeggiate separate consecutive per ogni cane gestito è un’impresa al limite dell’impossibile.
Verso il “dietrofront”: pronti gli emendamenti
Il parere degli esperti non ha convinto del tutto la commissione e la protesta dei proprietari multi-cane sembra destinata a trovare ascolto. La norma, così com’è scritta, ha i minuti contati: è infatti molto probabile che la prescrizione venga cancellata o profondamente ridimensionata, trasformandola in un “suggerimento” . I capigruppo consiliari sono già al lavoro per concordare in extremis un emendamento correttivo prima del passaggio finale in Aula, restituendo un po’ di pragmatismo a un regolamento per il resto atteso e necessario.
