CASTELLANZA – Cinquanta chilometri a piedi, da nord a sud della provincia di Varese, per chiedere il rinnovo dei contratti nazionali della sanità privata accreditata e delle Rsa. È la mobilitazione organizzata per martedì 17 novembre da FP Cgil Varese, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp Varese, che attraverseranno il territorio in una giornata di protesta e sensibilizzazione. La partenza è fissata alle 7 dalla casa di cura Le Terrazze di Cunardo, con arrivo previsto intorno alle 18 all’ospedale MultiMedica di Castellanza. L’iniziativa, denominata «Staffetta per il contratto», sarà articolata in tappe di circa cinque chilometri, alle quali potranno unirsi lavoratrici, lavoratori e cittadini anche soltanto per una parte del percorso. La situazione denunciata dai sindacati coinvolge circa 1.300 lavoratori in provincia di Varese.
Contratti scaduti e salari fermi
Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali che regolano il lavoro nella sanità privata, nelle Rsa e nei centri di riabilitazione. Il contratto della sanità privata Aiop-Aris, sottoscritto nel 2020 per il triennio 2016-2018, è scaduto formalmente il 31 dicembre 2018. Ancora più articolata la situazione nelle Rsa e nei centri di riabilitazione, dove convivono diversi contratti e si attende da anni sia il rinnovo sia la definizione di un contratto unico di settore. «Nel frattempo tutto è cambiato: il costo della vita, l’inflazione, l’organizzazione del lavoro, la complessità assistenziale e la carenza di personale. Una cosa, invece, è rimasta ferma: il salario di migliaia di lavoratrici e lavoratori», sottolineano i sindacati nella nota stampa.
Cinque cliniche e due strutture tra i nodi della vertenza
La mobilitazione riguarda da vicino anche il territorio varesino, dove la sanità privata accreditata rappresenta una componente significativa dell’offerta sanitaria. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, sono cinque le cliniche private della provincia interessate dal contratto della sanità privata, alle quali si aggiungono due importanti strutture che applicano il contratto Aris Rsa e centri di riabilitazione. A preoccupare è anche il ricorso alle esternalizzazioni, che frammenta l’organizzazione del lavoro e moltiplica contratti e livelli di tutela all’interno delle stesse strutture. In una realtà del territorio, aggiungono i sindacati, è inoltre aperta una vertenza nazionale legata al cambiamento del contratto collettivo applicato ai dipendenti. «Non possono essere i diritti e il contratto delle persone che vi lavorano a diventare la variabile sulla quale intervenire per ridurre i costi», è la posizione espressa nella nota.
Sanità pubblica e privata, diritti diversi
Per le organizzazioni sindacali, il problema riguarda anche il rapporto tra finanziamento pubblico e condizioni di lavoro. In Lombardia, la sanità privata accreditata opera infatti all’interno del Servizio sanitario regionale, erogando prestazioni per conto del sistema pubblico e beneficiando di risorse pubbliche. Da qui la richiesta di legare il sostegno al settore anche al riconoscimento dei diritti contrattuali di chi vi lavora. «Stesse professioni, stessa responsabilità verso i pazienti, stesso sistema sanitario regionale. Ma salari, contratti e diritti possono essere profondamente diversi», denunciano Cgil, Cisl e Uil. Secondo i sindacati, l’integrazione tra pubblico e privato non può limitarsi all’erogazione delle prestazioni, ma deve tradursi anche in un’adeguata valorizzazione professionale ed economica del personale.
«Il rinnovo non può restare l’ultima voce»
Nel mirino della mobilitazione anche le istituzioni, accusate di non aver individuato una soluzione strutturale al problema. I sindacati richiamano gli interventi normativi degli ultimi mesi sul settore sanitario e sul lavoro pubblico, sostenendo che il nodo dei contratti della sanità privata continua a rimanere irrisolto. Il confronto sulle risorse e sugli adeguamenti tariffari, osservano, non si traduce ancora in garanzie concrete per chi lavora nelle strutture accreditate. «Quando risorse pubbliche sostengono strutture che svolgono una funzione essenziale del Servizio sanitario, il rispetto e il rinnovo dei contratti devono essere parte integrante del sistema. Non può essere il lavoro l’ultima voce della catena», affermano nella nota.
Più attività, ma il lavoro si frammenta
Le organizzazioni sindacali richiamano inoltre la crescita economica del settore e il contemporaneo aumento dei processi di esternalizzazione. Appalti e cambi di gestione, sostengono, possono determinare la presenza di lavoratori con contratti, salari e tutele differenti anche all’interno della stessa struttura. Una frammentazione che, secondo i promotori della protesta, rischia di indebolire la stabilità occupazionale e aumentare la pressione sul personale. «Non contestiamo che un’impresa debba avere equilibrio economico e produrre risultati positivi. Poniamo una domanda diversa: quanto di questa crescita viene restituito alle persone che ogni giorno rendono possibile il servizio?», chiedono i sindacati. La questione, insistono, non riguarda soltanto le retribuzioni, ma anche la qualità dell’assistenza e la tenuta complessiva del sistema sanitario. «La sanità non è fatta soltanto di edifici, apparecchiature, prestazioni e bilanci. È fatta prima di tutto di persone. E senza un investimento sul lavoro non esiste qualità dell’assistenza».
Il 17 novembre la staffetta da Cunardo a Castellanza
La risposta sarà una giornata di mobilitazione lungo l’intera provincia. Il percorso, di circa 50 chilometri, sarà suddiviso in tappe di circa cinque chilometri, con punti di ritrovo intermedi e un servizio logistico di accompagnamento. Non sarà necessario completare l’intero tragitto: si potrà partecipare per cinque, dieci o venti chilometri, oppure percorrere l’intera distanza. Durante la giornata saranno distribuiti materiali informativi sulla situazione contrattuale della sanità privata. L’obiettivo, spiegano FP Cgil Varese, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp Varese, è portare la vertenza fuori dalle sedi istituzionali e renderla visibile ai cittadini, richiamando l’attenzione sulle condizioni di chi garantisce ogni giorno assistenza, cura e riabilitazione. La domanda che accompagna la staffetta è quella indicata dagli stessi promotori: «Può esserci una sanità di qualità senza riconoscere il valore delle persone che ogni giorno la fanno funzionare?» Il messaggio della mobilitazione è sintetizzato nello slogan scelto dai sindacati: «Il 17 novembre cammineremo per il contratto».
PIAZZA POLITICA M24 TV Tutti i nodi della sanità privata accreditata
