VARESE – Aumenta di oltre il 40% la capacità di accoglienza abitativa ed emergenziale della città: si è svolta stamattina, sabato 24 ottobre, l’inaugurazione dei nuovi spazi di via Maspero, dove nascono la Stazione di Posta e il Centro servizi di contrasto alla povertà. Uno spazio riqualificato e rinnovato che sarà un punto di riferimento per accogliere, orientare e offrire un presidio sociale per persone in condizioni di grave marginalità, con la presenza di una equipe multidisciplinare. Un progetto strutturato, che comprende anche le opere di ristrutturazione di 7 alloggi comunali di housing sociale e la riqualificazione del dormitorio, grazie un investimento complessivo di oltre un milione e 700mila euro di fondi europei del Pnrr.
L’inaugurazione
È stata un’inaugurazione partecipata, con tanti cittadini e numerose associazioni che operano nel campo delle fragilità. «Un momento importante per evidenziare questo intervento finanziato dall’Europa che unita e coesa ha deciso di impiegare risorse da investire nei paesi che stavano affrontando un momento davvero complicato – ha detto il sindaco Davide Galimberti – l’Europa non è una realtà astratta e lontana. Fare coprogettazione è facile perché ci sono tante realtà che operano nel socio sanitario capaci e di grande sensibilità. E questo è un vantaggio per la città e il territorio. Oggi Varese è più coesa e questo è un luogo di coesione. Varese è più sicura e questo è anche un luogo di sicurezza». Presente anche il presidente della Provincia Marco Magrini: «Un lavoro di squadra – ha detto – perché accogliere i più fragili è un dovere morale delle istituzioni. E questo risultato lo puoi ottenere solo quando c’è una strategia. Qualcuno a Busto dice che è Galimberti a governare la Provincia, io invece dico che sono al suo fianco perché a Varese in questi anni si è visto un cambiamento. Lavorando insieme».
La logica dell’intervento
«Un intervento strategico che segna il passaggio da una logica puramente emergenziale a un modello trasformativo – spiega l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari – in cui i servizi di bassa soglia e i percorsi abitativi operano come veri e propri vasi comunicanti, per accompagnare le persone verso l’autonomia. La nuova stazione di posta e il centro servizi diventano un punto di accoglienza e orientamento per persone in condizioni di grave fragilità, grazie alla co-progettazione con il terzo settore e alla presenza di un’equipe multidisciplinare. L’intento è proprio quello di passare dall’assistenza alla trasformazione sociale. Un progetto che non si limita a questo, ma include inoltre i nuovi interventi di housing sociale, con i nuovi alloggi sociali, e la riqualificazione del dormitorio: opere che permettono di aumentare la capacità di accoglienza complessiva della città di oltre il 43%».
I nuovi servizi
L’intero sistema è stato messo a regime e potenziato grazie ai progetti Stazione di posta e Housing. Le risorse stanziate hanno permesso di ristrutturare interamente la sede comunale di via Maspero, che ospita il centro servizi e il dormitorio, e 7 appartamenti comunali. La continuità dei servizi al termine del Pnrr sarà garantita dall’amministrazione attraverso fondi propri e dedicati, come il Fondo povertà. L’architettura dei nuovi servizi si articola su due pilastri principali. Anzitutto il nuovo centro servizi di contrasto alla povertà e Stazione di posta, con la riqualificazione degli spazi e l’attivazione dei servizi. È il nuovo punto unico di orientamento, accoglienza e presidio sociale per persone e nuclei in condizione di grave povertà o a rischio, compresi i cittadini senza dimora. Al suo interno, un’équipe multidisciplinare e multiagenzia costruisce con ogni utente un progetto individuale. Tra i servizi offerti ascolto e accompagnamento al lavoro e alla casa; fermo posta, caselle elettroniche e locker; sportello legale, consulenza amministrativa, mediazione linguistica e triage sanitario. Il centro opera in stretto raccordo con la rete cittadina (Drop-In, Casa della Carità, Il Viandante, Unità di strada).
L’accoglienza aumenta
Oltre a questo il progetto punta a potenziare l’accoglienza emergenziale e abitativa, con la ristrutturazione di spazi, alloggi e con il potenziamento dei servizi. Grazie ai nuovi interventi la capacità di accoglienza aumenta del 43%. Gli interventi sono articolati nel dormitorio notturno, che è stato riqualificato, con una capacità di 24 posti. Il progetto è destinato a percorsi di media-lunga durata per senza dimora residenti o in carico ai Comuni dell’Ambito, presidiato da figure educative e custodi. A questo si aggiunge il progetto di housing temporaneo, grazie a una rete di alloggi che include 9 appartamenti comunali e strutture del privato sociale per percorsi individualizzati, con la capacità di accogliere fino a 35 persone. L’importante traguardo è il frutto di un percorso di co-programmazione nato all’interno del Piano di zona, supportato scientificamente dall’Università dell’Insubria. La gestione e lo sviluppo dei servizi vedono la collaborazione attiva, in co-progettazione, di numerosi partner del terzo settore: Cooperativa Lotta contro l’emarginazione, Cooperativa San Luigi, City Angels, Intrecci e Fondazione Progetto Arca, a cui si affiancano realtà storiche del territorio come Croce Rossa Varese, Sanità di Frontiera, Drop-In, Casa della Carità, Il Viandante e Pane di Sant’Antonio.
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