SAN VITTORE OLONA – Assistiamo in questi giorni all’avvilente spettacolo del ping-pong della politica spicciola nostrana. Fa quasi tenerezza vedere l’attuale sindaco Marco Zerboni inalberarsi con tanta scomposta foga sulla questione “Auditorium” (nella foto, le autorità intervenute all’inaugurazione sabato 24 ottobre). Ma d’altronde, la strategia del fumo negli occhi è vecchia come il mondo: sollevare polveroni su questioni marginali per nascondere i propri fallimenti storici.
Per descrivere la parabola di questa amministrazione serve una massima intramontabile: siamo al classico e ridicolo bue che dà del cornuto all’asino. Prima di puntare il dito, Zerboni farebbe bene a guardare la scia di disastri ereditati e alimentati dal recente passato, una sequenza infinita di orrori gestionali che oggi sta costando una fraccata di soldi ai cittadini di San Vittore Olona.
Primi spettacoli senza autorizzazioni
Prendiamo l’Auditorium. Certo, i costi sono lievitati in modo imbarazzante, ma parliamo di un’opera strategica. Un bene che la collettività, le associazioni e persino i nostri studenti potrebbero e dovrebbero sfruttare appieno. Peccato che la sgradevole sensazione sia un’altra: questa struttura non sarà una casa aperta a tutti i sanvittoresi. Statene certi: per entrarci vi chiederanno di sborsare quattrini.
Ma il vero capolavoro di ipocrisia consumato dentro quelle mura rasenta il grottesco. Com’è possibile che il referente del festival “Donne InCanto” ci abbia già fatto uno spettacolo, e un altro ne farà a breve, nel vuoto cosmico delle regole? Non esiste un regolamento che ne normi l’utilizzo. C’è di peggio: fonti bene informate suggeriscono che si sia andati in scena senza neppure le autorizzazioni ufficiali che ne certificano l’agibilità. Un azzardo spericolato, specchio di una gestione che calpesta le procedure pur di fare passerella. E che dire dei roboanti Partenariati Pubblico-Privati (P.P.P.) con cui il sindaco ama tanto gonfiarsi il petto? Altro che traguardo economico: questo è un micidiale boomerang che ogni anno torna a schiantarsi sulle teste dei contribuenti. Parliamo di un salasso che subisce una rivalutazione annuale al rialzo e che ha ormai quasi raggiunto l’astronomica cifra di 160.000 euro all’anno. Una condanna a morte finanziaria ipotecata fino al lontano 2040.
Tanti fallimenti dell’attuale amministrazione
È forse per questo che la premiata ditta Zerboni & C. pretende ringraziamenti mai pervenuti per quel “moderno ed efficiente” impianto sportivo del 2019 che, a detta loro, ci invidierebbe tutto l’Altomilanese? Ma dove sta, di grazia, la modernità? Forse nella monumentale e vergognosa siepe che sporge di quasi due metri sul parcheggio? Il Comune, che avrebbe il dovere legale di sovrintendere e multare, tace e si gira dall’altra parte di fronte alle inadempienze del gestore privato. È questo il modello di efficienza sbandierato dal primo cittadino? Per questo scempio, più che ringraziamenti, esorterei i sanvittoresi a una provocatoria “ola” di protesta sotto le finestre del municipio. E il quadro si fa ancora più desolante se vogliamo aggiungere i campetti di via Alfieri, altro monumento all’abbandono.
Per non parlare del fallimentare progetto “Strade Verdi”. Qual è la reale credibilità delle affermazioni a mezzo stampa di Zerboni sui cronoprogrammi dei lavori? Zero. Il sindaco si è persino permesso di dichiarare spudoratamente davanti a testimoni che le previsioni contano poco, e che le decisioni di iniziare i cantieri spettano alla ditta appaltatrice e non al Comune. Una clamorosa smentita delle sue stesse dichiarazioni ufficiali.
Siamo alla resa incondizionata della politica. Se il Comune abdica al proprio ruolo e si fa dettare l’agenda dai privati, c’è da chiedersi: tutto questo sarebbe amministrare? No. Questa è pura follia, anarchia amministrativa sulla pelle dei cittadini.
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Auditorium San Vittore, Zerboni: «Perché mai avrei dovuto ringraziare Rossi & C.?»
