BUSTO ARSIZIO – Dagli scontri in piazza a quelli in Sala Esagonale. Le violente proteste sul caro vita avvenute nei grandi centri d’Italia – Milano, Bologna, Torino – accendono anche il dibattito politico di Busto Arsizio. Succede in vista delle prossime elezioni amministrative. La presenza di forze come Avs e Rifondazione Comunista all’interno della coalizione extra large di centrosinistra, infatti, diventa un assist per la leghista Isabella Tovaglieri. Che prende spunto dalle ultime prese di posizione di vari esponenti della sinistra-sinistra e affila il coltello: «Io chiederei una ferma dissociazione (nei loro confronti, ndr) da parte vostra», ha detto. Dall’altro lato dell’aula, Valentina Verga (Pd) scuote la testa. E a margine della seduta osserva: «È il solito commento di facciata e di propaganda».
I commenti sugli scontri
È successo tutto nei minuti iniziali della seduta di ieri, 27 ottobre. È stata, per prima, la presidente del consiglio comunale Laura Rogora (Fratelli d’Italia) ad approfittare dello spazio per le comunicazioni. Con un intervento in riferimento agli scontri del 17 ottobre che tanto hanno fatto discutere in tutta Italia. «Le immagini dei cortei degenerati in guerriglia urbana, le aggressioni alle forze dell’ordine e la devastazione dei beni pubblici e delle attività commerciali sono un attacco diretto alle istituzioni democratiche». E ancora: «La violenza non è manifestazione di pensiero: è la sua negazione. Scagliare bombe carta, devastare vetrine e lanciare sassi contro chi indossa una divisa per garantire la sicurezza di tutti non ha nulla a che fare con la politica o con la democrazia. È teppismo». Poi ha aggiunto: «Assistiamo da giorni da parte di certa sinistra al solito e inaccettabile esercizio di equilibrismo verbale» e «si tenta in ogni modo di sdoganare o relativizzare l’operato di gruppi di violenti e di professionisti del disordine».
Schietto anche Max Rogora (Futuro Nazionale): «C’è molta rabbia. Non posso credere che ci siano partiti che sostengano che queste persone abbiano fatto bene a spaccare tutto. Sono preoccupato. Manifestare va bene, ma distruggere una città, no».
«Anche qui possiamo fare la nostra parte»
Poi l’intervento della dem Verga: «Il primo errore da evitare – ha detto – è liquidare queste manifestazioni come un semplice problema di ordine pubblico». Ma, ha precisato, «sarebbe sbagliato giustificare qualsiasi comportamento in nome del disagio o della protesta: il dissenso non può diventare prevaricazione e nessuna causa può giustificare la violenza». Poi ha aggiunto: «Fermarsi alla condanna dei comportamenti violenti non è sufficiente. Dietro una protesta possono esserci rabbia, frustrazione, paura per il futuro e, soprattutto, la sensazione di non essere ascoltati». Da qui, la domanda: «Che cosa ci stanno dicendo i giovani?». Quesito che ha poi declinato «qui» a Busto: «Che spazio diamo ai giovani nella vita della nostra comunità? Quanto li coinvolgiamo nelle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro? Quali occasioni offriamo loro per esprimersi, incontrarsi, partecipare e sentirsi davvero parte della città? Ritengo che il nostro compito non debba limitarsi a intervenire quando la tensione esplode. Dobbiamo lavorare prima, costruendo occasioni di dialogo con le scuole, le associazioni, le famiglie, gli educatori e le realtà che ogni giorno sono a contatto con i ragazzi. Anche a livello comunale possiamo fare la nostra parte: ascoltare direttamente i giovani, valorizzare i luoghi di aggregazione, sostenere i servizi educativi e sociali, creare strumenti di partecipazione autentica e intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità».
«Dissociatevi»
Quindi, la replica della leghista Tovaglieri. Che ha affondato il colpo: «Cosa c’entrano con il caro vita e il caro bollette, le bandiere di Hamas, le bandiere tricolore bruciate, i monopattini branditi come clava per distruggere delle vetrine?», ha chiesto. E poi: «Ma ciò che mi preoccupa di più sono le dichiarazioni da parte dei rappresentanti di istituzioni». Ha menzionato Lorenzo Radice, sindaco di Legnano, «che ha chiesto di ascoltare – ha citato – questi giovani e di riparare con dei gesti simbolici gli atti di vandalismo commessi». Ma anche parlato dell’eurodeputata Ilaria Salis e del consigliere comunale veneto Alaeddine Kaabouri, entrambi esponenti Avs, «che hanno dichiarato sui social di essere tutti Youssef, il giovane palestinese di 17 anni che è stato fermato come responsabile degli atti di terrorismo del 17 ottobre». Fino a Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, «che ha rivendicato sui social il diritto di inneggiare ad Hamas». Poi ha ristretto il raggio, fino a Busto. Rivolgendosi direttamente a Verga: «Avs e Rifondazione Comunista saranno parte del campo largo e quindi della vostra coalizione che si presenterà alle elezioni. Chiederei una ferma posizione di dissociazione da parte vostra, visto che questi colleghi si candidano ad amministrare con voi una città democratica e a prendere parte ad istituzioni democratiche».
Scontri a Milano, identificato un 11enne tra i saccheggiatori: in arrivo 500 parà
A Busto il centrosinistra corre unito. Campo largo da Rifondazione a Italia Viva
