VARESE – Congresso provinciale della Lega: Cassani lo vuole convocare per l’8 novembre. I tempi sono strettissimi, ma soprattutto non sono ancora stati metabolizzati i risultati e le scorie del Federale che ha visto uscire vincitore Matteo Salvini. Però, Andrea Cassani, segretario provinciale, intende bruciare le tappe.
Il messaggio ai segretari cittadini
La data dell’8 novembre è fissata in un messaggio che lo stesso Cassani ha fatto girare sulla chat dei segretari cittadini per spiegare le ragioni di una convocazione così a ridosso del congresso federale. Il leghista, che è anche sindaco di Gallarate, dice che tutto è slittato «a causa del congresso federale – si legge nel messaggio di Cassani – non si è riusciti a organizzare il congresso provinciale nel mese di ottobre come richiesto dalla segreteria federale, tuttavia come annunciato anche nell’ultimo direttivo provinciale è mia intenzione andare al più presto a congresso, sia per rispettare le indicazioni sia perché ci sono molte decisioni da prendere nel prossimo futuro sulle elezioni amministrative e provinciali e quindi è opportuno che ci sia un segretario e un direttivo provinciale legittimato. Dopo un confronto con i nostri parlamentari ed eletti del territorio, la data in cui tutti riuscirebbero a essere presenti è quella di domenica 8 novembre».
Contropiede
A qualche leghista la mossa del segretario provinciale è apparsa un blitz, anche sulla base del fatto che, dalla riconferma di Salvini in poi, in provincia di Varese c’è chi parla di un possibile commissariamento. Ipotesi che Cassani a questo punto vuole sventare o rispetto alla quale intende forzare la mano. Del resto, si sa da tempo che l’attuale segretario si candida per la riconferma. Al momento, di contro c’è in campo l’ipotesi di una candidatura di Mirko Reto come eventuale competitor che, a questo punto, se i tempi strettissimi verranno confermati, dovrà uscire allo scoperto e correre non poco per organizzare il campo.
Scontro tra non salviniani
Qualora il congresso venisse confermato per l’8 novembre e qualora i candidati fossero Cassani e Reto si configurerebbe un confronto tra non salviniani. Mirko Reto, infatti, non è mai stato vicino alla linea del Capitano. Anzi, in passato e in tempi non sospetti, l’aveva apertamente criticato con qualche uscita pungente, finendo così nell’angolo dei dissidenti. Non solo, ma all’ultimo congresso Reto aveva sostenuto Giuseppe Longhin, poi battuto per un pugno di voti proprio da Cassani.
E ancora. All’ultimo congresso Andrea Cassani incarnava il verbo del Capitano e, appunto, sfidava e batteva “l’eretico” Longhin, il quale – davvero il mondo leghista si è ribaltato – era sostenuto anche dall’europarlamentare Isabella Tovaglieri, che attualmente fa asse proprio con il sindaco di Gallarate.
Insomma, una partita che, se letta su scala nazionale, suona distonica rispetto all’andamento del congresso federale, mentre se calata nel mondo leghista del Varesotto conferma che la culla del Carroccio, da sempre, offre una lettura tanto originale quanto legittima.
Infine, resta da capire se dall’altissimo del Carroccio non arriverà uno stop all’azione che sta portando avanti Cassani. Se così fosse, significherebbe guerra in campo aperto.
