NOVARA – Nuova tappa della complessa trattativa sul futuro dello stabilimento Radici Chimica di via Fauser a Novara. Durante l’ultimo vertice istituzionale, ieri pomeriggio a palazzo Cabrino, vertici aziendali e sindacati si sono confrontati soprattutto sulla manifestata volontà comune di cancellare del tutto gli esuberi entro la metà di gennaio, data fissata per la sigla dell’intesa definitiva.
L’incontro, guidato dal sindaco Alessandro Canelli, ha visto la partecipazione dell’amministratore unico Angelo Rodolfi per il gruppo controllato dal fondo statunitense Lone Star, insieme ai rappresentanti di Uil, Cgil e Ugl Chimici.
Dal taglio dei posti al confronto sul piano industriale
Il panorama attuale mostra un significativo ridimensionamento rispetto al quadro descritto a metà luglio, quando la proprietà prospettava l’uscita di 140 lavoratori su un totale di 270 dipendenti. Oggi la quota degli esuberi è scesa ufficialmente sotto le cento unità, con un piano aziendale che mira a stabilizzare la forza lavoro attorno alle 206 maestranze nel giro di un biennio.
Per raggiungere l’obiettivo di zero licenziamenti, le rappresentanze dei lavoratori puntano su una combinazione di ammortizzatori sociali, percorsi di ricollocazione guidata e l’uscita naturale di circa trenta operai prossimi al pensionamento. Come evidenziato dalla Cgil, la strada resta comunque articolata e necessita di ulteriori verifiche negoziali, mentre da parte dell’Ugl viene ribadita la priorità di tutelare il livello reddituale del personale e garantire la massima trasparenza durante tutte le fasi di applicazione degli strumenti sociali.
I prossimi passaggi decisivi sono già fissati presso Confindustria Novara e in videoconferenza con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Sicurezza ambientale e progetti di riconversione del sito di via Fauser
Oltre al nodo occupazionale, le sigle sindacali e in particolare la Uil hanno sollecitato interventi urgenti sulla sicurezza e tutela ambientale dell’area industriale. Le priorità riguardano lo smaltimento dei contenitori di acido posti a margine della viabilità per prevenire rischi di inquinamento della falda, oltre alla bonifica delle polveri nei vecchi macchinari per scongiurare criticità negli impianti.
Sul fronte dello sviluppo, l’amministrazione comunale sta spingendo per la reindustrializzazione delle porzioni dismesse del perimetro aziendale. Tra i progetti al vaglio figurano l’insediamento di un nuovo hub logistico, la realizzazione di un data center e la valorizzazione delle risorse idriche, interventi che sarebbero capaci di generare complessivamente circa 48 nuovi posti di lavoro nel medio termine.
