CASSANO MAGNAGO – Resta in carcere Fulvio Ielmini, 73 anni, indagato per il femminicidio dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, morta il 16 ottobre scorso nello scontro frontale tra le loro auto sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. Il gip di Busto Arsizio, Veronica Giacoia, ha sciolto la riserva e respinto le richieste della difesa, che puntava a ottenere una misura cautelare meno afflittiva alla luce delle condizioni fisiche e dello stato psicologico dell’indagato.
La decisione del gip
Gli avvocati Angelo Luini e Marco Bosco avevano prospettato, in alternativa alla detenzione, anche il trasferimento in una struttura di cura. Contrario il pubblico ministero Massimo De Filippo, che coordina l’inchiesta. Nelle motivazioni del provvedimento, il giudice ritiene che le lesioni riportate da Ielmini nello schianto siano transitorie e che, allo stato, non vi siano elementi sufficienti per ipotizzare patologie psichiche. La permanenza in carcere, secondo il gip, non risulta quindi incompatibile con le condizioni di salute del settantatreenne.
La difesa valuta la perizia psichiatrica
La questione delle condizioni psichiche resta comunque al centro della strategia difensiva. L’avvocato Luini, dopo l’interrogatorio di garanzia del 28 ottobre, durante il quale Ielmini si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha manifestato la convinzione che sia necessario sottoporre il proprio assistito a una perizia psichiatrica. I legali sono pronti a valutare la richiesta di un accertamento specialistico per approfondire lo stato mentale dell’uomo.
La ricostruzione dello schianto
Ielmini continua a sostenere la versione dell’incidente stradale, negando di aver provocato volontariamente lo schianto. Secondo l’ipotesi accusatoria, invece, avrebbe diretto la propria Jaguar contro la Dacia guidata dall’ex compagna, a una velocità che sarebbe stata di circa 140 chilometri orari. La donna, che aveva interrotto la relazione durata circa otto anni lo scorso giugno, è morta sul colpo.
Gli accertamenti in corso
A chiarire la dinamica dell’impatto dovrà contribuire la perizia cinematica, che inizierà il prossimo 5 novembre, mentre gli accertamenti medico-legali sono destinati a fornire ulteriori elementi all’inchiesta. L’ipotesi di reato contestata a Ielmini è quella di femminicidio aggravato dai futili motivi. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
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