NOVARA/VERBANIA – L’emergenza abitativa in Piemonte Nord Est sta raggiungendo livelli critici, trasformandosi in una vera e propria bomba sociale. Per denunciare il caro affitti, la carenza di politiche pubbliche e l’impatto devastante dell’inflazione sulle famiglie, Cgil Novara-VCO e Sunia Piemonte Nord Est hanno proclamato una mobilitazione territoriale. L’appuntamento per il presidio di protesta è fissato per l’11 novembre alle ore 11.00 davanti alla sede della Prefettura di Novara, una tappa fondamentale che si inserisce anche nel percorso verso lo sciopero del 20 novembre.
Novara e VCO nell’occhio del ciclone
I dati comunicati dal Ministero restituiscono una fotografia allarmante per il territorio. Novara si conferma la terza provincia del Piemonte per emergenza abitativa, avendo registrato 325 provvedimenti di sfratto emessi, pur evidenziando una flessione sulle esecuzioni effettive rispetto all’anno precedente. La situazione si presenta particolarmente complessa anche nel Verbano-Cusio-Ossola (VCO), dove si è assistito a un incremento del 9,47% dei provvedimenti di sfratto accompagnato da una crescita marcata delle esecuzioni coattive eseguite con la forza pubblica.
La dinamica complessiva, anche nelle altre province piemontesi, conferma una tensione sociale diffusa, che spinge il sindacato a ribadire come la casa debba essere considerata un diritto fondamentale e non una merce.
Le richieste del sindacato: basta svendere le case popolari
Cgil e Sunia bocciano senza appello il Piano Casa presentato dal Governo, ritenuto del tutto insufficiente e incapace di intervenire sulle cause strutturali della crisi. I sindacati chiedono con forza di fermare la vendita del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica utilizzata per fare cassa, proponendo al contrario un piano straordinario per il recupero e la ristrutturazione degli alloggi pubblici attualmente sfitti. Tra le rivendicazioni prioritarie figurano anche il blocco degli affitti alle stelle e degli sfratti incontrollati, il ripristino di fondi nazionali certi a sostegno delle locazioni e della morosità incolpevole, oltre a una seria regolamentazione del mercato privato che ponga un freno al dilagare degli affitti brevi turistici.
“Pagare l’affitto o curarsi?”
Le segreterie confederali denunciano una profonda ingiustizia sociale alimentata dal carovita, evidenziando come arrivare a fine mese sia ormai diventata una vera corsa ad ostacoli. In un contesto segnato da una forte precarietà occupazionale e dal blocco salariale, il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati continua a erodersi, imponendo alle famiglie drammatici dilemmi quotidiani come la scelta tra pagare il canone d’affitto o sostenere una spesa sanitaria.
Proprio per fronteggiare questo scenario, il sindacato ha sollecitato l’intervento del Prefetto per l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente con le istituzioni territoriali, finalizzato a sottrarre il diritto all’abitare alle sole logiche di mercato e garantire tutele concrete ai cittadini in difficoltà.
