BAVENO – Il giorno dopo l’uscita allo scoperto di Alessandro Monti, Baveno prova a metabolizzare quella che senza ombra di dubbio è una pesante scossa giudiziaria.
Con le dichiarazioni all’Agi riprese anche in un post sui social con cui ha confermato di essere iscritto nel registro degli indagati, il sindaco – ampiamente riconfermato a maggio – ha scelto la strada della trasparenza per arginare il clamore delle indiscrezioni che nel Verbano circolano da mesi. La Procura di Verbania dal canto suo si avvia a completare un quadro investigativo particolarmente complesso.
I rilievi della Procura e il nodo della variante urbanistica
L’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Fabrizio Argentieri e condotta sul campo da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, trae origine dalle perquisizioni eseguite all’inizio dell’estate. L’ipotesi di reato su cui la magistratura intende fare piena luce riguarda la fattispecie di corruzione, con gli inquirenti impegnati a ricostruire la natura dei rapporti tra l’amministrazione comunale e la committenza del cantiere.
Sotto la lente degli investigatori sono finite le presunte difformità edilizie ed i vani realizzati in esubero rispetto ai permessi originali, riscontrati sia nella struttura principale sia nell’area demaniale della spiaggia.
Il punto critico resta però la variante edilizia approvata dal Consiglio comunale circa un anno fa, che ha concesso un ulteriore incremento di volumetria anche attraverso il trasferimento di cubature acquistate da privati: un iter che, secondo la tesi della Procura, potrebbe non aver seguito i passaggi stabiliti dalla normativa.
Al momento, come puntualizzato dal legale del primo cittadino, l’avvocato Francesco Culot, non risulta ancora notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari.
Il piano di rilancio dell’ex hotel Lido Palace
L’’operazione immobiliare fa capo a Mikhail Kusnirovich, figura di spicco nel panorama internazionale del lusso e del commercio al dettaglio, al suo esordio nel settore dell’hotellerie d’alta gamma sulla sponda piemontese del Verbano.
Laureato all’Istituto chimico-tecnologico di Mosca e attivo nel panorama commerciale fin dai primi anni Novanta, l’imprenditore è il fondatore del gruppo Bosco dei Ciliegi, colosso che controlla oltre duecento punti vendita tra boutique di alta moda, gioiellerie e profumerie, oltre alla gestione dello storico centro commerciale GUM sulla Piazza Rossa e al marchio Bosco Sport.
Kusnirovich ricopre inoltre l’incarico istituzionale di Console Onorario d’Italia a Kaluga, a conferma di un legame solido con il nostro Paese.
