A Busto cala il sipario su un BAFF in tono minore. «Ma la qualità è alta». Tutti i premi

BUSTO ARSIZIO – Niente Red Carpet e un solo superospite: la chiusura del BAFF 2024 è in tono minore. Forse è solo il nuovo volto di un festival con un’identità «diversa», come la definisce il direttore artistico Giulio Sangiorgio, o «di nicchia», come sintetizza il sindaco Emanuele Antonelli. Ma «il profilo culturale è molto elevato» rassicura il presidente di B.A. Film Factory Alessandro Munari. E nel 2025 si torna in primavera, con un calendario cittadino meno affollato di eventi e agende degli artisti auspicabilmente più libere.

Le premiazioni all’ICMA

Vanno in scena all’Istituto cinematografico Antonioni le premiazioni della 22esima edizione del B.A. Film Festival. Più che altro annunci di premi, visto che i vincitori si limitano, bene che vada, ad un videomessaggio, mentre salirà sul palco della serata finale al Lux di Sacconago il regista Tommaso Santambrogio, premiato per la miglior opera prima con il suo “Gli oceani sono i veri continenti”, oltre al protagonista della serata Bertrand Bonello, premio miglior regia.

Sangiorgio promosso

Il primo Baff dopo i “miracoli” di Steve Della Casa si preannunciava complicato. Ma l’edizione zero del nuovo direttore artistico Giulio Sangiorgio incassa la fiducia e i complimenti dei vertici di B.A. Film Factory e dell’amministrazione comunale. «Trovo entusiasmante questa nuova direzione – la promozione a pieni voti di Alessandro Munari – Giulio è la persona giusta per interpretare qualcosa di nuovo e andare verso il mondo dei giovani, che è il pubblico del futuro». Anche l’assessore alla cultura Manuela Maffioli approva questa nuova dimensione di «vivaio e vetrina per i nuovi talenti» che si affacciano al mondo del cinema. «Si ricorderanno del Baff e torneranno» ne è sicura Maffioli. «Sono contento di quanto fatto in così poco tempo – rivela Giulio Sangiorgio – un’edizione che cerca di aprirsi e trovare la sua identità nei confronti delle opere prime e dei primi passi dei registi». E al Lux si rivolge al pubblico chiamando «un applauso a tutti voi che ci avete seguito».

Poco pubblico nelle sale

L’edizione autunnale però non ha scaldato il pubblico di Busto Arsizio. Lo dimostrano anche gli ampi vuoti in sala per la serata finale al Lux con il regista francese Bertrand Bonello. Non ci gira attorno il sindaco Antonelli: «È una nuova era. Dobbiamo abituarci, ma non lo dico in senso negativo. Il pubblico che conta davvero è quello degli studenti delle scuole che affollano le sale al mattino e degli studenti dell’ICMA che seguono le masterclass». Le motivazioni sono diverse, dalla «ripartenza dei set dopo il festival di Venezia» che rende più inaccessibili gli artisti, addotta da Sangiorgio, alle «sovrapposizioni in un mese di settembre pieno di eventi», come ricorda Maffioli, ribadendo il ritorno alla tradizionale collocazione primaverile nel 2025. A questo BAFF «fuori stagione» invece il past president Gabriele Tosi dà il merito di aver «intercettato un pubblico che in passato non ha frequentato spesso il nostro festival. Lo avremo con noi quando avremo ancora il nostro pubblico tradizionale, senza le scuole chiuse e i cineforum chiusi». Bicchiere mezzo pieno, insomma.

Il Premio Chiara filmaking

Una delle novità in prospettiva più interessanti è la premiazione del concorso di filmaking del Premio Chiara, che si è svolta all’ICMA subito prima della cerimonia di premiazione del Festival. «Siamo onoratissimi di ospitare il Premio Chiara per questa sezione con il suo vincitore – le parole di Munari – non solo per il prestigio ma per la cultura che c’è dietro un personaggio come Chiara». Un onore ricambiato da Bambi Lazzati, anima del premio in onore dello scrittore di Luino: «Io sono per allargare e coinvolgere, non sono per gli orticelli». Ad aggiudicarsi il concorso – che si affianca alle sezioni editi, giovani e inediti del Premio – è stato Federico Betta con il suo corto “The Honour of a Scoundrel” tratto dal racconto “Onor di furfante”. «Una traslazione spazio-temporale che porta la narrativa di Chiara nello storytelling visivo del terzo millennio, con gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale, mantenendo il controllo creativo dell’opera – la motivazione letta dal presidente di giuria Domenico Lucchini, direttore emerito del Cisa (conservatorio di scienze audiovisive) di Locarno – un film che schiude nuove prospettive interpretative e stimola dibattiti sull’arte e sull’etica dell’arte». L’autore rivela di aver utilizzato «solo un PC e strumenti gratuiti di AI alla portata di tutti. È stato un esperimento per giocare sul genere. In soli otto mesi sarebbe stato molto migliore e più raffinato», perché la tecnologia fa passi rapidissimi.

Tutti i premi

Premio regista dell’anno Baff 2024 – Città di Busto Arsizio a Bertrand Bonello

Premio BAFF 2024 Miglior Opera Prima va a “Gli oceani sono i veri continenti” di Tommaso Santambrogio

Premio Chimitex BAFF 2024 al Miglior attore e alla Miglior attrice a Isabella Ragonese per “Come pecore in mezzo ai lupi” e Andrea Fuorto per “Patagonia”; menzione speciale per “Non credo in niente” di Alessandro Marzullo

Premio BAFF in Corto 2024 a “Black Eyed Dog” di Alessandro Cino Zolfanelli

Premio Dino Ceccuzzi all’eccellenza cinematografica a Dante Spinotti

Premio Chiara filmaking a “The honour of a scoundrel” di Federico Betta

Premio Lello Bersani a Baba Richerme e Antonio D’Olivo del Gr1 Rai

La scuola di cinema e le scuole al cinema: l’altro BAFF ha il volto dei giovani

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