BUSTO ARSIZIO – «Il Decreto Sicurezza? È uno strumento in più ed è utile. Lo difendo e lo rivendico». Nicola Molteni, sottosegretario leghista agli interni, scalda la platea del Museo del Tessile e incassa applausi nella serata organizzata dall’europarlamentare “di casa” Isabella Tovaglieri su quello che definisce «il tema dei temi», la sicurezza appunto. «Noi abbiamo rafforzato gli organici delle forze dell’ordine anche a Busto Arsizio e Gallarate – fa notare Molteni – la sinistra li tagliava».
L’intervista a Molteni
«Il decreto sicurezza è uno strumento in più – afferma Molteni – sono norme giuste e di buon senso, utili e necessarie». Uno dei temi più caldi sul territorio è quello del potenziamento degli organici dei commissariati di Polizia e delle caserme dei Carabinieri. «Questo governo ha investito tanto soprattutto negli organici, 42mila operatori in tre anni e altri 25mila nei prossimi due, il doppio di quelli assunti dalla sinistra – rivendica Molteni – ho ben chiara la situazione della provincia di Varese, sono stato ai commissariati di Busto Arsizio e Gallarate, li abbiamo rafforzati entrambi mentre la sinistra tagliava gli organici e chiudeva i presidi di sicurezza».
Tovaglieri: «Il tema dei temi»
Definisce la sicurezza «il tema dei temi» Isabella Tovaglieri. E per sottolineare le “ricadute sui cittadini” del provvedimento varato dal ministro Piantedosi prende spunto dai casi più clamorosi della cronaca dell’ultimo anno a Busto Arsizio, come la rivolta dei maranza di piazza Garibaldi e lo stupro di una ragazzina dietro alla stazione Nord. «Altro che deriva autoritaria – sostiene l’eurodeputata bustocca – difendere la sicurezza, e soprattutto le forze dell’ordine che fanno rispettare le norme, è un presidio di libertà».
Il talk

Quando arriva il momento del talk show, moderato dal giornalista e cofondatore dell’associazione Lampi Blu Matteo Inzaghi, il sottosegretario Molteni è un fiume in piena: «La sicurezza non è né di destra né di sinistra, le forze dell’ordine non sono né di destra né di sinistra. Utilizzare la vicenda di Rogoredo per criminalizzare le forze di polizia è quanto di più sbagliato ci possa essere. E il caso Ramy grida vendetta, perché il problema non è il poliziotto o il carabiniere che insegue chi non si ferma all’alt. Oggi grazie a noi è reato con pena da 1 a 5 anni». Immancabile l’incrocio con il problema dell’immigrazione: «La prima condizione per garantire sicurezza è il contrasto all’immigrazione irregolare, selvaggia e di massa, che non è un’opportunità, e arrivo a dire che l’immigrazione legale può essere strumento di contrasto di quella illegale e ha senso solo se sostenibile». Isabella Tovaglieri gli fa eco: «Non si può negare un diretto rapporto di causalità tra immigrazione e sicurezza, non nella nostra visione ma nei dati del ministero della giustizia. Il 35% dei reati, che sale al 46% in Lombardia, è commesso da stranieri, che sono in percentuale nettamente inferiore. E nei carceri minorili si arriva addirittura al 56% di stranieri».
Chi c’era

La Lega di Busto è presente in forze con tutti gli assessori e consiglieri e gran parte del direttivo e dei dirigenti di sezione. In prima fila c’è il segretario provinciale Andrea Cassani, che porta i saluti dal segretario nazionale Massimiliano Romeo e del deputato Stefano Candiani che è a Roma, e sul palco sale anche il consigliere regionale Emanuele Monti. E sono molti gli amministratori locali leghisti del territorio che affollano la sala. Rappresentate ai massimi livelli le forze dell’ordine che operano sul territorio: ci sono il questore di Varese Carlo Mazza con il primo dirigente del commissariato di Busto Arsizio Cristian Piron, il comandante provinciale dei Carabinieri Marco Gagliardo con il tenente colonnello Andrea Poletto della caserma di Busto Arsizio e il comandante della polizia locale di Busto Stefano Lanna, ma anche i rappresentanti dei sindacati di polizia Siulp, Sap, Fsp, Usif, Sulpm e Fit-Cisl.
Molteni (Lega) a Saronno: «Decreto e pacchetto Sicurezza. Atto dovuto, basta»
