Molteni (Lega) a Saronno: «Decreto e pacchetto Sicurezza. Atto dovuto, basta»

SARONNO – «Bisogna superare l’atto dovuto e la presunzione di colpevolezza del poliziotto che agisce nell’esercizio delle sue funzioni». Il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, ospite della Lega a Saronno, alza la voce di fronte ai 250 dell’auditorium Aldo Moro e annuncia il Decreto Sicurezza come parte di un “pacchetto Sicurezza” da portare in Parlamento. «Ci sarà resistenza? Mi aspetto che chi ha condannato i criminali di Torino sostenga l’azione del governo per tutelare le forze dell’ordine».

Molteni si “scalda”

L’incontro di Saronno sulla sicurezza era già programmato da tempo ma cade proprio dopo un fine settimana caratterizzato dagli scontri al corteo pro-Askatasuna di Torino, con la clamorosa aggressione a martellate ad un poliziotto, e dalla sparatoria di Rogoredo, che ha visto un rapinatore ferito dai colpi di pistola dei poliziotti. «C’è un tentativo di delegittimazione, di criminalizzazione e di destabilizzazione dell’operato delle forze di polizia che è francamente inaccettabile – si scalda Molteni di fronte alla platea saronnese – le forze di polizia sono l’ultimo baluardo tra il rispetto delle regole e l’anarchia».

L’intervista

Così il sottosegretario anticipa alcuni dei contenuti del nuovo Decreto sicurezza, atteso a giorni in consiglio dei ministri. Ma parla di “pacchetto Sicurezza”, perché oltre alle norme subito in vigore del Decreto arriverà anche un disegno di legge da discutere in Parlamento. Tra le novità, il «fermo di prevenzione» per soggetti armati o pericolosi, «la norma contro i coltelli, che renderà reato penale» il possesso di “armi bianche”, ma anche «l’arresto facoltativo» per i “maranza” minorenni. E nel Ddl promette un «giro di vite sui permessi di soggiorno», che interverrà da un lato per «ridurre la platea dei beneficiari dei ricongiungimenti familiari» e dall’altro stringerà le maglie sui minori stranieri non accompagnati «abbassando da 21 a 19 l’età in cui accoglierli».

Scudo penale per le forze dell’ordine

E poi c’è la questione del cosiddetto “scudo penale”: Molteni spiega che sarà «una tutela processuale per superare l’atto dovuto dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati» in caso di uso giustificato della forza. La proposta è che ci siano «solo accertamenti formali, per evitare gogna mediatica, gogna giudiziaria e penalizzazioni disciplinari, economiche e di carriera». Per il sottosegretario infatti occorre «ripristinare la presunzione che il poliziotto agisce nel rispetto della legge, come il poliziotto di Rogoredo, e invertire l’onere della prova».

L’evento

Il sottosegretario Molteni è stato ospite del secondo appuntamento del ciclo Lombardia Grande Terra Mia, organizzato dal consigliere regionale Emanuele Monti e condotto dal giornalista Matteo Inzaghi. Sono intervenuti anche il deputato Stefano Candiani, il segretario del sindacato di polizia Sap Gianni Tonelli, il fondatore dell’associazione Lampi Blu Paolo Macchi, il giornalista (saronnese d’adozione) Roberto Poletti, il presidente di Sos Italia Libera Paolo Bocedi e una serie di testimonianze di cittadini vittime di episodi di insicurezza.

L’intervista a Candiani

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