Un poliziotto, oggi 31 dicembre a Torino, ha rischiato il linciaggio da parte di un gruppo di manifestanti che definire semplicemente violenti è usare loro una cortesia. L’agente era in servizio per garantire l’ordine durante il corteo di protesta per la chiusura del centro sociale Askatasuna, un appuntamento in agenda da alcune settimane e che non avrebbe dovuto provocare incidenti. Così non è stato: il solito gruppo di antagonisti facinorosi (eufemismo) ha dato il via a una vera e propria guerriglia urbana, con scontri e danneggiamenti di ogni genere.
La conta dei feriti è ancora in corso, ma sarebbero qualche decina gli appartenenti alle forze dell’ordine medicati negli ospedali torinesi. Il video dell’agente del reparto mobile circondato e pestato (l’ha diffuso il ministro Guido Crosetto) è la sintesi, drammatica e inaccettabile, di una violenza che non ha giustificazioni, che da qualunque parte la si guardi suscita soltanto indignazione. L’agente aggredito ha subito calci, pugni e addirittura è stato preso a martellate!
I sindacati chiedono che le regole d’ingaggio delle forze dell’ordine italiane vengano modificate, possibilmente inasprite: non possono nemmeno difendersi. “Queste scene fanno male al cuore – scrive in un post su Facebook Paolo Macchi segretario varesino del Siulp – fanno male al Paese e a chiunque creda nelle autorità e nella forza dello Stato”. Riteniamo che nessuno possa contestare queste parole, al di là delle appartenenze e delle posizioni politiche di qualunque colore siano. Non si possono accettare simili degenerazioni che, con ogni probabilità, sono il risultato di una regia, di un calcolato disegno per sovvertire la civile convivenza che vanifica il pur legittimo diritto al dissenso. Per questo Malpensa24 si schiera con le forze dell’ordine, esprimendo loro la massima solidarietà, pronta a difendere accanto a loro i valori democratici della nostra Repubblica.
