A nuoto nel Mar Rosso contro la psicosi verso gli squali

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La paura degli squali sta diventando una psicosi: dall’inizio dell’anno sono stati registrati nel mondo 8 attacchi mortali a cui si aggiungono attacchi che hanno provocato lesioni o ferite ai bagnanti. Eppure le aggressioni in mare sono in forte calo rispetto al passato: secondo l’International Shark Attack File, database mondiale che raccoglie questi dati, nel 2024 gli attacchi non provocati dall’uomo sono stati complessivamente 47, contro una media decennale di 70 all’anno. I video circolati sui social hanno indubbiamente contribuito ad alimentare la paura degli squali: come dimenticare le immagini girate a Hurghada nel 2023, quando un giovane turista russo fu ucciso mentre nuotava in una zona vietata, o quando – sempre nel Mar Rosso – due donne perirono in mare per l’attacco di uno squalo. E poi ancora la tragica notizia di quel turista italiano di 48 anni in vacanza con la famiglia, a Marsa Alam, morto per le ferite inflitte da uno squalo mentre faceva snorkeling? Nel cinquantesimo anniversario del film “Lo squalo” di Spielberg, che non solo ha segnato una svolta nel cinema ma ha anche creato nella coscienza collettiva una paura profonda per questa creatura del mare, è bene ricordare – e questo sì che è un primato – che lo squalo è uno dei più antichi esseri viventi sulla terra in quanto esiste da ben 400 milioni di anni.

Contro la psicosi dello squalo killer e proprio in occasione dell’anniversario dell’opera di Spielberg, l’Associazione sportiva dilettantistica Acquaforma di Calasetta, in Sardegna, che riunisce nuotatori di ogni ordine e grado ha indetto per novembre una settimana di nuoto proprio nelle acque del Mar Rosso, a Sharm El Sheikh, per dimostrare quanto le paure ancestrali siano immotivate e infondate: “Nonostante le tragiche morti lungo le coste egiziane – afferma Giovanni Giacobbe, fondatore di Acquaforma – lo squalo continua ad occupare un posto in fondo alla lista degli animali più feroci e pericolosi per l’uomo: al vertice della classifica ci sono infatti gli insetti con decine di migliaia di decessi, a cominciare dalle zanzare che portano la malaria, e a seguire vengono i serpenti con oltre 50mila vittime all’anno, i cani, i coccordrilli e perfino gli ippopotami con 500 uccisioni. Gli squali sono al quindicesimo posto ben dopo i lupi e i leoni”.

Giovanni Giacobbe, fondatore di Acquaforma

Acquaforma ha dunque indetto dal 30 novembre al 7 dicembre un happening proprio nelle acque egiziane. “Intendiamo dimostrare quanto sia infondata la psicosi dello squalo killer – prosegue Giovanni Giacobbe – nuoteremo per una settimana nelle acque di Sharm El Sheikh, con tutti coloro che vorranno aderire a questa iniziativa. Stiamo già raccogliendo diverse adesioni e vogliamo lanciare un chiaro messaggio: il film di Spielberg è una formidabile opera cinematografica ma non una fotografia della realtà, le aggressioni che si sono verificate in questi ultimi anni sono tragici incidenti in un ecosistema che – purtroppo – si sta modificando per varie ragioni. Ma al di là di questi singoli episodi, non dimentichiamo che in mare e nelle piscine si muore per annegamenti e malori: ogni anno si registrano 350-400 decessi per queste ragioni, numero enormemente superiore rispetto a quello delle aggressioni mortali da parte degli squali”.

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