TRADATE – Nemmeno il cinema mette d’accordo maggioranza e opposizione a Tradate. La mozione dei gruppi di minoranza per il potenziamento dell’attività del cinema comunale “Paolo Grassi” – alla luce della chiusura del multisala al centro commerciale (ex La Fornace) – viene bocciata dal centrodestra. Ma il parlamentare ed ex sindaco Stefano Candiani si distingue: «Io ci farei un parcheggio al posto del “Paolo Grassi”, ma questa è cosa nota. Sarebbe molto più utile di una struttura che non ha neanche un’uscita d’emergenza».
Il dibattito
Ieri sera, lunedì 17 novembre, in consiglio comunale a Tradate si è discussa la proposta dei gruppi di opposizione Tradate Futura, PD e Partecipare Sempre per il potenziamento dell’attività del “Grassi” dopo la chiusura del multisala. «È l’unica sala attiva, con una programmazione limitata ad alcuni giorni settimanali – sottolinea il consigliere di Tradate Futura Marco Emilio Boga – andrebbe potenziata l’attività, regolarizzando le date e aumentando la proposta, anche per le scuole». Pronta la risposta dell’assessore alla cultura Erika Martegani: «Lo stiamo già facendo, già da prima della chiusura del multisala, appresa a cose fatte. La maggiore offerta c’è da tempo, con la concessione in essere da quest’anno. Sono aumentati i weekend di proiezione e le iniziative con le scuole, ma anche la promozione. Giro a voi la richiesta: sostenete l’attività del cinema di Tradate».
La provocazione di Candiani
A sparigliare la discussione ci ha pensato Stefano Candiani, consigliere comunale (e deputato) della Lega, rinfacciando alle opposizioni il fatto di non parlare di «quanto costa» la loro proposta: «La cultura non necessariamente deve andare a pareggio, ma è una scelta politica e bisogna assumersela dicendo a cosa si rinuncia per sostenere il cinema». E su dove si debba puntare, Candiani ha le idee chiare: «Non so se oggi valga la pena investire sul “Paolo Grassi” piuttosto che sul cineteatro Nuovo di Abbiate, dove c’è una capacità di struttura che il Grassi non avrà mai. Non è del Comune? È una struttura pubblica, anche se è della parrocchia, e si tiene in piedi da sola. I tempi di don Camillo e Peppone sono passati da un po’». Insomma, per il parlamentare leghista – che ribadisce che vedrebbe meglio «un parcheggio multipiano» dove oggi c’è il cinema “Grassi” – sarebbe «meglio una convenzione con il cineteatro di Abbiate per attrarre pubblico da fuori paese, perché il Grassi ha limiti di ampliamento, di parcheggio, di ristoro, e non ha bagni per disabili». Alla fine il suo voto sarà di astensione: «Mi auguro che il multisala riapra velocemente perché è quella la proposta per gli utenti giovani e non per un pubblico d’essai molto raffinato di qualche cinesalotto di sinistra se fanno 50 km in autostrada per andare a Milano per vedere un film».
Botta e risposta
Parole che il capogruppo di Tradate Futura Pietro Vanzulli «si aspettava – dice – il cinema Grassi qui era stato definito un capriccio, ma è l’unico cinema pubblico ed è un patrimonio della città. E il cinema non è di sinistra, è di tutti. Il Grassi va ripensato, ma non come multipiano, dato che a Tradate abbiamo comprato a 1,2 milioni un’area che potrebbe fungere da parcheggio interrato». E il capogruppo Dem Umberto De Rosa prova ad alzare il polverone: «Candiani ha bacchettato la sua maggioranza, dicendo che spreca soldi. Io invece faccio un plauso all’assessore e la invoglio a investire sul Grassi». Subito contraddetto da Erika Martegani: «Non ho interpretato quello di Candiani come un attacco, ma come contenuto costruttivo, so che è coerente con la sua idea». Al voto il solito refrain, muro contro muro: favorevoli i 6 consiglieri di minoranza, contrari 10 di maggioranza, e Candiani astenuto.
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