A Villadossola l’agenda di Elly Schlein: dal salario minino alla fine delle guerre

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Elly Schlein durante il suo intervento a Villadossola

VILLADOSSOLA – Tanta gente, che ha sfidato il termometro in un tardo pomeriggio rovente, ha accolto ieri, domenica 10, la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, arrivata a Villadossola per rendere omaggio ad una “piccola patria” dell’antifascismo (qui tra il 10 settembre e il 23 ottobre del ’44 prese vita la Repubblica Partigiana dell’Ossola) e ad una delle Feste dell’Unità più longeve del Piemonte e d’Italia, quella che da 79 anni si tiene ininterrottamente in estate nell’area feste della “Lucciola”.

Schlein, accolta dal segretario provinciale del Pd del Vco Riccardo Brezza, era accompagnata dalla capogruppo dem alla Camera Chiara Braga e dall’eurodeputato Brando Benifei.

Nel suo intervento, molto applaudito, Schlein ha toccato i principali temi dell’agenda politica nazionale internazionale, ma ha posto anche una specifica attenzione alle difficoltà dei territori più marginali, come l’Ossola.

“Questi giorni –ha esordito la segretaria – sono difficili per molte famiglie italiane: tra carovita e caro energia non riescono a partire per le ferie. Il governo dovrebbe fare subito due cose per alleggerire il peso sulle dell’inflazione sulle famiglie: ridurre il costo dell’energia separandolo da quello del gas e approvare subito un salario minimo in uno dei paesi che ha tra i salari più bassi d’Europa”.  “Le famiglie italiane – ha aggiunto – fanno sempre più fatica perché i prezzi sono aumentati ma al contempo non sono aumentati i salari”.

Un governo inadeguato, quello di Giorgia Meloni, che per Schlein non dà risposte ai problemi reali della gente, ma sta distruggendo la sanità pubblica, (“quella voluta da Tina Anselmi, donna, cattolica democratica e partigiana”), taglia la scuola e mette in discussione tutti i diritti, “addirittura quello di sciopero”.

Un governo che il Pd vuole sconfiggere. “In ballo – ha detto – c’è il futuro di questo paese. E sono tante le cose su cui con le altre forze alternative alla destra siamo già uniti e compatti in Parlamento come nel paese, come nelle alleanze che stiamo costruendo per vincere le prossime elezioni in 7 importanti regioni”. Una prospettiva, quella del “campo largo” a cui Schlein crede fermamente, ribadendo: “io rimango testardamente unitaria insieme al Partito Democratico, non perché ce lo chiede il medico, ma perché ce lo chiede la nostra gente che vuole una speranza per l’Italia, non vuole vedere un’Italia umiliata da chi continua a spartirsi poltrone e potere e dall’altra parte ignora le condizioni di chi non riesce più a curarsi, o di quei 4 milioni che hanno un salario troppo povero”.

Ampio spazio, ovviamente, anche ai temi internazionali. Parlando della situazione in Medio Oriente, Schlein ha detto che “bisogna fermare i crimini di Netanyahu a Gaza in Cisgiordania, bisogna fermare questo proposito criminale di occupazione totale di Gaza, bisogna sostenere le voci di dissenso israeliane che sono aumentate in queste ore”. A questo proposito la segretaria del Pd ha chiesto che il governo italiano “metta in campo tutti gli strumenti possibili, dalle sanzioni per il governo di estrema destra di Netanyahu alla interruzione dell’accordo di collaborazione militare che ancora sussiste tra Italia e Israele”. “E poi – ha aggiunto – l’Italia deve riconoscere immediatamente lo stato di Palestina, come hanno fatto già la Norvegia la Spagna, l’Irlanda, e come si apprestano a fare la Francia e Regno Unito, perché anche i palestinesi hanno diritto a vivere in pace e in sicurezza”. “Noi – ha proseguito – siamo stati in piazza con 300 mila persone a giugno e compattamente abbiamo chiesto queste cose in Parlamento anche con le altre forze di opposizione. Meloni deve farlo subito e deve farlo perché è giusto e perché è un contributo concreto a un processo di pace necessario”. E a proposito dei tentativi di aprire una trattativa per la pace in Ucraina, la segretaria dem ha detto che “non si può andare verso una pace giusta e duratura senza che l’Ucraina sieda a quel tavolo. E accanto all’Ucraina deve sedere l’Unione Europea con una voce sola e forte, unita e compatta per difendere gli interessi di sicurezza ucraini ed europei”. “Non possiamo – ha aggiunto – aspettarci che Trump si faccia carico delle ragioni del popolo che ha subito un’invasione criminale. Se non ci sono l’Ucraina e l’Europa non ci sono le condizioni per costruire una pace giusta”.

Nella parte finale dell’intervento, guardando più direttamente alle questioni quotidiane di chi vive in un territorio difficile come l’Ossola, Schlein ha spiegato come a suo parere “nessun territorio è marginale, ma viene marginalizzato dalle politiche di un governo che sostiene che le aree interne sono condannate ad un inesorabile declino. Noi la pensiamo diversamente”. E ha passato in rassegna alcuni aspetti della legge sulle aree interne proposta dal Pd che prevede “una diversa retribuzione per insegnanti, medici e infermieri che vengono a lavorare in zone decentrate. Ma anche una particolare defiscalizzazione: aprire un’azienda qui a Villadossola non è come aprirla a Torino, Milano o Roma”. E poi il tema della casa, che, ha sottolineato “la sinistra ha avuto la colpa di dimenticare per un po’”. “Stiamo facendo iniziative in tutta Italia perché questo é un paese in cui il ministro che ha la delega alla casa non ricorda di averla. L’unica cosa che ha fatto é cancellare il fondo per l’affitto da 330 milioni di euro per pura cattiveria, perché la destra pensa che la povertà sia una colpa individuale e invece è un grave problema sociale.”

Infine ancora un accenno alla sanità per elogiare l’iniziativa del Pd piemontese “La salute non aspetta”, con la quale sono stati formati volontari che sul territorio aiutano i cittadini a districarsi nel ginepraio delle liste d’attesa e per fare eco alla denuncia del segretario provinciale Brezza: “Regione Piemonte con la Giunta Cirio da 6 anni che non dà una risposta di politica sanitaria a questo territorio, in compenso in agosto hanno trovato il modo e il tempo di aumentare l’Irpef regionale”.

Ettore Colli Vignarelli

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