Gli abiti usati da rifiuto a valore: nuovi cassonetti e rete di solidarietà a Varese

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Gli assessori San Martino e Molinari insieme ai rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto

VARESEDa possibile rifiuto a valore per la comunità. Gli abiti e indumenti usati che saranno conferiti negli appositi cassonetti situati nel territorio comunale di Varese serviranno a sostenere progetti solidali dedicati a persone in difficoltà economica. L’iniziativa coinvolge il Comune di Varese insieme ad una rete di realtà impegnate nel sociale, presenti oggi giovedì 30 novembre a Palazzo Estense alla presentazione del progetto (nel video qui sotto le interviste).


Nuova gestione dei rifiuti tessili

Dall’1 gennaio 2024 ci sarà dunque una nuova gestione dei rifiuti tessili a Varese attraverso il progetto “Dona Valore”, nato dalla collaborazione tra Comune, Impresa Sangalli e le cooperative del Consorzio Farsi Prossimo promosso da Caritas. Un progetto che ha tanti obiettivi: ridurre la quantità di rifiuti, aumentare la percentuale di raccolta differenziata, riciclare e riusare, assicurare maggior decoro e legalità e tutelare l’ambiente creando al tempo stesso opportunità economiche e sociali. Con la nuova modalità operativa del servizio di raccolta sarà dunque data nuova vita agli abiti e agli indumenti usati, grazie ad una filiera che propone un modello di consumo eco-sostenibile con l’obiettivo di trasformare gli abiti usati in progetti solidali e lavoro per fasce deboli di popolazione. Si tratta di Riuse, una rete di cooperative sociali promosse da diverse Caritas diocesane della Lombardia, che coinvolgerà sul territorio due realtà.

55 cassonetti in città

Una è la cooperativa sociale Abad, che si occupa di inserimento lavorativo di persone svantaggiate appartenenti a categorie protette: gestirà 35 cassonetti. L’altra è Vesti Solidale, cooperativa sociale specializzata nei servizi ambientali, che gestirà gli altri 20. Saranno dunque 55 in totale i cassonetti targati Riuse (che sostituiranno i circa 100 attualmente presenti) presso cui da gennaio i varesini potranno portare gli abiti e indumenti usati. Le cooperative si occuperanno dello svuotamento dei cassonetti, del riciclo dei tessili non più recuperabili e della selezione degli abiti da destinare ai negozi second hand: a Varese è presente il negozio Share in via Luini. Qui gli abiti saranno rivenduti e il ricavato sarà destinato a sostenere progetti di inserimento lavorativo e sostegno ad attività di Caritas. L’Impresa Sangalli, come ha spiegato Gianluca Ferlante, si occuperà invece con monitoraggi giornalieri di mantenere pulite le aree intorno ai cassonetti, dove spesso si verificano abbandoni illeciti di rifiuti di altro genere. Attività che il Comune ha già provveduto a sanzionare attraverso l’utilizzo delle fototrappole.

Un cassonetto di “Dona valore”: quelli di Varese avranno la stessa scritta ma un aspetto diverso

Nuovo approccio

«Vista la scadenza delle attuali concessioni dei cassonetti e l’obiettivo di maggior decoro – ha detto Nicoletta San Martino, assessore a tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese – abbiamo ripensato il servizio con un approccio differente in una logica di rete e di sussidiarietà che integra tutti gli aspetti della sostenibilità». Al suo fianco l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari. « È importante educare i cittadini – ha detto – attraverso i loro comportamenti virtuosi si genereranno altri comportamenti virtuosi». Giuseppe Finocchiaro, responsabile tecnico di Riuse, ha spiegato il funzionamento della rete, formata da 10 imprese sociali con sede in Lombardia che fanno riferimento alla Caritas. «Ogni cooperativa ha un impianto per la gestione dei rifiuti e l’autorizzazione per il trasporto dei rifiuti».

I progetti sostenuti

Giuseppe Di Carlo, presidente di Abad, ha illustrato le attività della cooperativa sociale: «Abbiamo sede a Inarzo, con circa 70 dipendenti di cui 20 con certificato di disabilità e altri con svantaggio sociale. Dal 2012 facciamo parte della rete Riuse. Abbiamo 4 squadre composte da 4 persone normodotate e 4 con disabilità. La collaborazione i con servizi sociali di Varese ha portato in questi anni all’assunzione di 4 disabili e abbiamo attivi 4 tirocini di persone residenti a Varese e 8 progetti per l’autonomia della persona». Ha sede a Cinisello Balsamo invece la cooperativa Vesti Solidale. «Siamo la cooperativa più grande della Rete Riuse – ha detto il presidente Matteo Lovatti – abbiamo 150 lavoratori, 35 mezzi e 3 magazzini in cui facciamo attività di recupero e riciclo rifiuti tessili ed elettronici. Su Varese gestiamo il negozio Share dove vengono ricommercializzati gli abiti usati raccolti nella nostra filiera». Tra le realtà beneficiarie del progetto la Caritas varesina. «Grazie anche ai fondi generati dal progetto Riuse sono già stati realizzati progetti di valore sociale nel territorio di Varese, in particolare Casa San Carlo, un progetto per accoglienza di uomini in emergenza dimora», ha detto il responsabile Caritas per il decanato di Varese don Marco Casale.

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