Addio a Franco Baresi, leggenda del calcio e bandiera del Milan degli Immortali

MILANO – “6 per sempre Capitano”. Il Milan piange così Franco Baresi, il Capitano degli Immortali che è scomparso all’età di 66 anni per le conseguenze di una malattia, la nodulazione polmonare, che era stata annunciata poco meno di un anno fa. Era vicepresidente onorario del club rossonero.  Baresi è stato il simbolo degli anni vincenti del Milan di Sacchi e Capello: nel 1997, al suo addio al calcio giocato, la sua iconica maglia numero 6 fu ritirata.

Bandiera rossonera

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, nel 1960, fratello minore di Beppe che fu una bandiera dei cugini dell’Inter, Franco Baresi ha trascorso l’intera carriera di calciatore con la maglia del Milan. Scartato dalle giovanili nerazzurre, il “Piscinin” passò il provino al Milan e debuttò in prima squadra a soli 17 anni. Fu Nils Liedholm a lanciarlo come titolare: dalla stagione 78-79, culminata con lo Scudetto della Stella, non ha mai abbandonato il numero 6. Nemmeno nelle due stagioni giocate in serie B. Con il Milan di Berlusconi ha vinto tutto: altri cinque Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due coppe Intercontinentali, tre Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane.

Capitano della Nazionale

Ma soprattutto lasciò il segno come leader difensivo moderno, passando dal ruolo di libero classico a quello di regista della difesa a quattro con il Milan degli Immortali di Arrigo Sacchi. Iconica in quegli anni l’immagine di Baresi che alza il braccio per chiamare il fuorigioco. Avrebbe meritato più di ogni altro difensore il Pallone d’Oro che però non gli fu mai attribuito. Con la Nazionale vinse i Mondiali di Spagna ’82 senza mai scendere in campo e fu protagonista, da capitano, ai Mondiali di Usa ’94, quando l’Italia fu sconfitta in finale dal Brasile ai rigori a Pasadena. L’immagine di Franco Baresi che scoppia in lacrime consolato dal CT Arrigo Sacchi – rientrato a tempo di record dopo un’operazione al menisco, aveva giocato la partita perfetta ma poi aveva sparato alto il suo rigore, proprio come Roberto Baggio – rimarrà un simbolo di quella sfortunata avventura. Ritiratosi nel 1997, dopo una breve carriera da allenatore delle giovanili è stato dirigente del Milan, fino a diventarne vicepresidente onorario con la gestione di Gerry Cardinale. Lo scorso febbraio è stato tra gli ultimi tedofori della cerimonia inaugurale di San Siro delle Olimpiadi di Milano Cortina, portando la torcia olimpica insieme alla bandiera dell’Inter Beppe Bergomi.

Il ricordo

«La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura». Questo l’annuncio ufficiale sui social da parte del club rossonero, che un giorno e mezzo fa aveva smentito la “fake news” della morte di Baresi, diffusa anche da alcune testate nazionali.

«Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre» il commento di Adriano Galliani, senatore di Forza Italia e storico braccio destro di Silvio Berlusconi negli anni indimenticabili dei successi con Franco Baresi capitano.

«Con la scomparsa di Franco Baresi il calcio italiano e quello mondiale perdono una delle figure più grandi e amate» il commento del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

«Con la scomparsa di Franco Baresi, l’Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione – le parole della premier Giorgia Meloni – Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un’intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità. Ha dimostrato che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo».

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