Adilma la “mantide” registrò i figli piccoli col cognome di Ravasio il giorno prima di ucciderlo

ravasio pereira carneiro parabiago

PARABIAGOAdilma Pereira Carneiro fece registrare gli ultimi due figlioletti all’anagrafe con il cognome di Fabio Ravasio (nella foto, di fianco a lei) lo scorso 8 agosto, cioè il giorno prima di farlo uccidere. Lo scopo, evidente, era di farli unici eredi del patrimonio familiare e personale del benestante Ravasio, figlio unico.

Forti dubbi sull’atto

Tuttavia, manca un atto di riconoscimento formale dello stesso Ravasio nei confronti di quei bambini. E anche sulla registrazione all’anagrafe fatta alla vigilia dell’omicidio ci sono forti dubbi, dal momento che i piccoli – due gemelli di 8 anni – risultano nati durante il matrimonio della donna con Marcello Trifone, uno dei 7 uomini finiti come lei in galera con l’accusa di concorso in omicidio. Non basta: quei bambini potrebbero non essere figli dell’ex marito (il terzo e unico in vita), dal momento che nel 2016 la “mantide di Parabiago” procedette a una inseminazione artificiale. La clinica è stata individuata dagli investigatori, che stanno procedendo ad accertare il padre biologico dei gemelli, al momento alloggiati a casa di una delle due figlie maggiori che la Pereira Carneiro ha avuto da un precedente compagno in Brasile.

Beatriz e Ariane – questi i loro nomi – a quanto risulta avrebbero preso da tempo le distanze dalla madre, che a causa dei suoi comportamenti si era resa invisa ad alcuni dei suoi più stretti familiari già molto prima di pianificare l’omicidio dell’ultimo compagno. In mezzo ci sono altri quattro figli: Igor, che era alla guida dell’auto che ha investito mortalmente Ravasio, avuto dal primo marito Joao Benedito, morto assassinato in Brasile; e tre gemelli di 14 anni, il cui padre è il secondo marito di Adilma, Michele della Malva, che risulta morto per cause naturali.

Sequestrata l’abitazione della donna

Nella casa della figlia maggiore, che abita anch’essa a Parabiago e dove la madre risiedeva quand’era sposata con Trifone, hanno poi trovato rifugio alcuni degli animali posseduti da Ravasio nella villa e nella cascina di sua proprietà nello stesso comune: in tutto 12 cani, alcuni daini e una capretta. Nella stessa casa è stata trovata l’auto intestata ad Adilma usata l’8 agosto per simulare un incidente causato da un pirata della strada, ma al momento non risultano elementi a carico della figlia tali da far pensare che sia coinvolta nell’omicidio.

È stata invece sottoposta martedì sera al sequestro preventivo l’abitazione che Adilma condivideva, da separata in casa, con la vittima: l’atto giudiziario si è reso necessario per svolgere ulteriori approfondimenti su una vicenda che, a detta degli stessi investigatori, presenta ancora molte cose da chiarire. La speranza è di ricavare elementi utili a partire dalle intercettazioni di telefoni e caselle di posta elettronica sui computer dei vari membri della banda.

Si alleggerisce la posizione del vigile

Per quanto riguarda l’unico indagato ma non arrestato, un agente della Polizia Locale di Parabiago, la sua posizione sembra alleggerirsi: non avrebbe dato ad Adilma & C. indicazioni precise sul percorso da fare con l’auto il giorno dell’omicidio per evitare le telecamere di videosorveglianza, ma si sarebbe limitato ad affermare genericamente che alcune, se non la maggior parte, di quelle presenti sul territorio non erano funzionanti.

Anche sul ruolo del marocchino che avrebbe finto un malore per fermare il traffico e agevolare così l’investimento di Ravasio non vi sarebbero riscontri oggettivi: al 112 non è pervenuta alcuna telefonata per richiedere soccorso e non risulta vi siano testimoni del diversivo. Il suo fermo è frutto delle sole deposizioni rese da alcuni dei complici fermati.

Omicidio Ravasio, indagato anche un vigile. Informazioni alla “mantide” sulle telecamere

parabiago omicidio ravasio indagini – MALPENSA24

Visited 593 times, 1 visit(s) today