Al Melo di Gallarate formati 150 operatori sanitari. Con i fondi dei Buddhisti

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GALLARATE – Oltre 150 operatori formati con percorsi pedagogici e di sensibilizzazione sul tema dell’umanizzazione delle cure e della riduzione della sofferenza. È il risultato del progetto “Arco di vita in Rsa: una cura consapevole e rispettosa”, realizzato grazie al contributo dell’Unione Buddhista Italiana attraverso i fondi 8xmille al Melo di Gallarate. Un’iniziativa che, ora, è pronta ad avviarsi alla fase conclusiva.

Le cure palliative

Inizierà a ottobre, per gli operatori sanitari del Melo, l’ultima fase del progetto: un approfondimento sulle cure palliative. A guidare il percorso, la dottoressa Roberta Piolini, dirigente medico di grande esperienza all’ospedale Sacco di Milano, in collaborazione con l’infermiera Egue Preti.
«L’obiettivo è incrementare ancora di più la qualità del servizio di presa in carico in tutti i periodi di vita», spiega Daniela Foglia, presidente della cooperativa il Melo. «La nostra Rsa si conferma un ambiente dove la cura è caratterizzata da un approccio umano, generoso e accogliente, oltre che altamente professionale».

Università e incontri pubblici

L’esito del lavoro di formazione sarà messo a disposizione dell’Osservatorio delle Rsa dell’Università Liuc di Castellanza.
Tra ottobre e dicembre, inoltre, sono in programma appuntamenti rivolti a tutti i cittadini, con cineforum e momenti di condivisone tra chi si trova a vivere e lavorare all’interno della Rsa e la società civile al servizio della quale la struttura opera da oltre 45 anni.

Il contributo dell’Unione Buddhista

Nata nel 1985, l’Unione Buddhista Italiana sostiene ogni anno progetti a favore della pluralità e responsabilità sociale, selezionati tramite il “Bando umanitario”. Nel 2024, il tema scelto è stato quello del Diritto alla cura. «I progetti selezionati, quindi, sono accomunati dall’attenzione all’aspetto fisico, emotivo e spirituale di ogni essere senziente», spiegano. Tra questi, formazione di operatori sanitari e caregiver, riconoscimento del diritto alla cura e promozione della dignità di ogni individuo, con particolare attenzione alle categorie più fragili.

I percorsi per operatori

Iniziati a gennaio e continuati fino all’estate, i percorsi sono stati condotti da docenti alto livello.  Tra questi, la dottoressa Laura Padmah Galantin, psicologa e psicoterapeuta, esperta di processi per i sistemi di cura in istituzioni per anziani; il professor Carlo Casalone, medico e teologo della Pontificia Accademia per la Vita; il professor Mario Picozzi e la dottoressa Silvia Ceruti, del dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria di Varese, che hanno affrontato tematiche teologico-antropologiche, bioetiche, medico legali e psicologiche.

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