VARESE – Dopo il successo ottenuto con le mostre “Pashed, l’artista del faraone” e “L’Egitto di Tutankhamon” dal 4 ottobre torna al Museo Castiglioni una nuova grande esposizione sull’Antico Egitto dal titolo “Nefertari, la regina immortale”. In occasione del fine settimana di inaugurazione, nel pomeriggio di sabato, dalle 14 alle 19, e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, si terranno ogni mezz’ora una serie di visite guidate condotte dall’egittologa Donatella Avanzo al prezzo scontato di 10 euro che comprenderanno anche l’ingresso al museo e la guida alla collezione permanente.
I dipinti ricostruiti con la tecnica del “TattooWall”
Cuore della mostra è la perfetta ricostruzione in scala 1:1 del primo annesso laterale della sepoltura della grande sposa reale del faraone Ramses II, una delle tombe più belle tra quelle della Valle dei Re e della Valle delle Regine. I visitatori potranno ammirare in particolare i bellissimi dipinti, ricostruiti perfettamente con la tecnica del “TattooWall”, dell’ambiente conosciuto come la “Sala delle sette vacche sacre, del toro e dei quattro timoni”.
Le pitture, riprodotte con grande precisione e realismo, restituiscono la bellezza e la vivacità dei colori dell’Antico Egitto e lo spettacolare cielo stellato che ricopre l’intero soffitto della stanza simboleggiando il concetto di “grande madre” e di rinascita. Osservando l’ambiente il visitatore potrà sperimentare un’esperienza immersiva ed emozionante accompagnando Nefertari nel suo incontro con le divinità che le permetteranno di conquistare la vita eterna nell’aldilà.
Immagini dal Libro dei Morti
La tomba di Nefertari conserva splendidi brani iconografici tratti dal Libro dei Morti (l’antico testo funerario normalmente utilizzato a partire dal Nuovo Regno). La prima sala a destra entrando (primo annesso laterale, B/a) riporta testi e immagini tratti dai capitoli 94 e 148: questo annesso ha sempre suscitato grande interesse per la qualità dei dipinti, che lo ha reso uno tra gli spazi del mondo antico più fotografati. La regina è ritratta davanti a Ptah, Osiride, Atum e Thot mentre offre stoffe, cibi e coppe fumanti di incenso.
Dal capitolo 148 del Libro è tratta la scena sulla parete sud: la regina venera otto bovini sacri, riferimento al nutrimento utile per l’eternità e alla ciclicità della vita, mentre i timoni sono in relazione con i punti cardinali. Nefertari è vestita di bianco, cintura rossa in vita, le spalle coperte da un velo plissettato, la testa coronata e a distanza di millenni ci consegna l’immagine di una donna di grande fascino, stimata e potente.
Il restauro e la salvaguardia di un patrimonio unico
La necropoli tebana è caratterizzata da diverse tipologie di strati rocciosi che si alternano tra loro, sulle quali agisce inesorabile la formazione di cristalli di sale, che affiorano sulle superfici dipinte danneggiandole. Questo ha comportato la necessità di intervenire, a partire dalla fine degli scorsi anni Ottanta, con un impegnativo restauro che si è svolto sotto la direzione degli italiani Paolo e Laura Mora su iniziativa dell’Egyptian Antiquities Organization e del Getty Conservation Institute.
Per motivi di conservazione la tomba è stata chiusa più volte negli ultimi decenni, oppure aperta con forti limitazioni di accesso, nella speranza di riuscire a preservare il delicato intonaco dipinto. Oggi è vietato l’accesso al pubblico per preservare le pitture e mantenere inalterato il particolare microclima modificato dalla presenza dei visitatori, salvaguardando così un patrimonio unico al mondo.
Il progetto “Nefertari QV66”
L’impossibilità di ammirare la sepoltura ha spinto alcuni studiosi a cercare soluzioni alternative e a realizzare, in occasione dei centoventi anni della sua scoperta, grazie allo stimolo di “tourismA 2025”, il salone internazionale di archeologia, il progetto “Nefertari QV66” che consiste nella ricostruzione scientificamente accurata in scala 1:1 del primo annesso laterale. Queste riproduzioni rappresentano oggi uno strumento sempre più usato per garantire la protezione dell’opera d’arte consentendone, allo stesso tempo, la fruibilità e la restituzione del valore educativo e culturale che rappresenta.
Il progetto scientifico dedicato al Primo annesso laterale (B/a) della tomba di Nefertari è stato ideato e curato dalle egittologhe Donatella Avanzo e Silvana Cincotti e portato a compimento grazie a diverse collaborazioni: il finanziamento della Fabbrica della Scienza di Jesolo, l’intervento della Graphic Report di Conselve (Padova), specializzata nella grafica applicata all’arte, al cinema e alla cultura, che ha finanziato e realizzato i dipinti murali digitali ed è la società sviluppatrice del brevetto TattooWall, la curatela dell’apparato iconografico della tomba, che si deve a Sandro Vannini/Laboratoriorosso, e la supervisione e realizzazione della struttura portante da parte di GMA Gianni Moro.
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