FAGNANO OLONA – Ha finalmente aperto i battenti lo scorso 6 agosto il chiosco del parco Don Mario Mascheroni di Bergoro, affidato all’associazione La Valle di Ezechiele e già al centro delle polemiche politiche sul doppio ruolo dell’assessore Daniela Caprioli. Il chiosco del “parchetto” di via Cadorna è stato ribattezzato “Da Mario” e ha introdotto una novità che sta facendo discutere: Dalle 18 in poi preferiamo pagamenti non in contanti», vale a dire con il POS o con Satispay.
Scelta etica
«Ci vediamo “Da Mario”»
Il chiosco affidato alla cooperativa fondata dal cappellano del carcere di Busto Arsizio Don David Maria Riboldi si chiama “Da Mario”. Non tanto (o forse non solo) per richiamare la celebre strofa di una canzone di Ligabue, ma piuttosto «in onore a don Mario Mascheroni, Parroco della Parrocchia San Giovanni Battista dal 1977 al 2004, cui è dedicato il parchetto che accoglie il chiosco». Con un logo in cui la “A” veste un colletto da prete e la “M” «ricalca il logo della Prison Beer, anima pub del nostro chiosco». E l’associazione La Valle di Ezechiele chiarisce: «Non ci siamo costituiti per prendere in mano il locale – anche per rispondere indirettamente alle polemiche che hanno preceduto l’apertura (mai rivolte all’associazione e alla sua attività, peraltro) – esistiamo dal 2019 e abbiamo voluto metterci in gioco per offrire alla comunità la ricchezza del nostro NOI. Una squadra che ha la voglia di mettersi in gioco per la rinascita delle persone».
Chiosco di Bergoro a La Valle di Ezechiele: «Ma senza chiavi. Stagione a rischio»
