ALBIZZATE – C’è chi dice che il problema, oggi, sia la Lega. O le Leghe, in tutte le sue sfumature: «Io, militante, cosa dico alla gente? Non so nemmeno cosa passi per la testa a quelli lì». Parola di una signora, fedele al movimento «dal 1996». Con il dito indica la Sala Piotti di Albizzate, dove vari segretari locali si stanno confrontando a porte chiuse con il nazionale Massimiliano Romeo e il provinciale Andrea Cassani.
Per qualcuno, invece, la questione è un’altra. E dovrebbe concentrarsi sui leghisti: «Per forza, non ci sono più», la replica di un’altra signora che è iscritta al partito «da 40 anni». E la colpa non è di capitan Matteo Salvini, «certo che no». Anzi: «Lui è credibile, sono i militanti che non lo capiscono». Punto.
Il fuori onda: leghisti di quale Lega?
La Lega, Salvini, i militanti
Un botta e risposta fra due militanti storiche che – questa sera, 3 novembre – erano fra i molti leghisti presenti per assistere all’incontro pubblico dedicato al movimento e alle sue idee. Ma, soprattutto, per raccontare la Carta della Lombardia, un elenco «con le declinazioni tematiche che sono nostre», ha detto Romeo. Su tutti: «Riportiamo al centro il Nord, ridiamogli un’identità forte».
Proprio uno di quei temi che fanno discutere a tutti i livelli. Ed è quello che è successo fra le due militanti storiche che stavano attendendo la fine dell’incontro fra i segretari locali: «Dicono una cosa, poi fanno il contrario. E la gente non vota più la Lega». E ancora: «Io gli obiettivi centralisti, non li sostengo». Vuol dire: no Ponte sullo stretto di Messina, no al movimento vannaccizzato. E poi, la critica dura alla linea di Salvini: «Non è più credibile».
Dall’altra parte, invece, c’è chi difende a spada tratta – e col coltello fra i denti – il Capitano. «È credibile, invece. Sono i militanti che non lo capiscono. E chi non lo rispetta, non è un leghista». Zac, taglia corto. E allora di chi è la colpa? «Io non ho mai cambiato fede. E mai cambierò. Ma i leghisti non ci sono più, oggi la gente vota Giorgia Meloni».
I temi e i presenti
Temi che poi sono riemersi nel corso della serata, in sala, durante il discorso del segretario nazionale – e capogruppo al Senato – che raccontava la Lega di oggi e di domani. Con la speranza che si possa ripescare anche dal movimento di ieri. Federalismo e autonomia: «Ne parliamo da tanto, battaglie che abbiamo sempre portato avanti». Ora, «abbiamo un po’ perso il concetto di identità, e lo dobbiamo recuperare».
Oltre ai segretari del territorio – a partire da quello cittadino Stefano Ramon, con al fianco il padrone di casa, il sindaco Mirko Zorzo – erano presenti molti esponenti del partito. Su tutti, il deputato Stefano Candiani, il consigliere regionale Emanuele Monti, l’ex ministro Francesco Speroni e l’ex ministro Marco Bussetti.
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