ALBIZZATE – Romeo, segretario nazionale della Lega Lombarda, dice che bisogna tornare a parlare di Nord. E la sala Piotti, che ospita la serata del Carroccio, non è piena, anche se ha molte sedie occupate. E di questi tempi è già una notizia. Il segretario Romeo poi presenta la Carta della Lombardia, primo mattone per ritrovare l’originaria identità. «Aggiornando alla situazione attuale i nostri principi», dice. Ma quando nel suo discorso parla di “Catanzaro Beach” per dire che lo stesso stipendio in Italia ha pesi diversi a seconda di dove uno abita, capisci che, certo, federalismo e autonomia vanno rimodernati. Ma il bossismo vive. O sopravvive. O forse è qualcosa a cui bisogna aggrapparsi in un momento complicato per il Carroccio per rivitalizzare una base che, inutili nascondersi, è un po’ depressa. E disorientata.
«Vannacci? Uno di Noi Moderati»
Romeo, nel corso della serata, tira fuori anche dalla naftalina Borghezio: «Andate a riascoltare i suoi discorsi. Dopo, se ascoltate Vannacci, il generale sembra uno di Noi Moderati». Un altro passaggio, sotto forma di battuta, che fa capire come questa Lega, la Lega attuale, stia provando a guardare a nuovi orizzonti senza perdere (come a molti sembra) il passato.
La difesa d’ufficio del Ponte
Il Ponte di Messina è stato il primo tema tirato fuori da una militante. Avrebbe voluto essere una domanda comoda, ma in realtà ha assunto l’effetto della buccia di banana. Sulla quale Romeo non è scivolato, perché è bravo nel dribbling. «È un tema che dovrebbero affrontare i leghisti siciliani. Non è un nostro tema. Qua parliamo di Olimpiadi, là di Ponte. Detto questo, bisogna dire che la questione non scalda il cuore dei lombardi, anche se è un’opera che può aiutare l’economia del Paese. Però capisco che qui al Nord c’è chi dice che con quei soldi si potrebbero fare un sacco di infrastrutture. Per la Lombardia, però, Salvini ha messo a disposizione 28 miliardi di investimenti. Anche per le Olimpiadi ad esempio».
Siamo gli unici a difendere il Nord
Albizzate, Sala Piotti. Metti una sera (questa, lunedì 3 novembre) a parlare di Lega, Nord, autonomia e federalismo con i militanti. Con qualche accenno, appena appena, al Ponte di Messina e al generale Vannacci. Temi questi affrontati (forse) prima di incontrare i militanti, tra i segretari cittadini e il provinciale Cassani. Un incontro quello dei vertici terapeutico e sigillato. Ma è chiaro che i capataz hanno capito che se non si torna a parlare al (e sul) territorio… “ciao ninetta”.
E così Massimiliano Romeo, una delle voci più critiche con il vannaccismo spinto, non nasconde che il periodo è critico (ed è stato anche criticato). Ma attacca: «La Carta della Lombardia arriva un po’ tardi? Meglio tardi che mai. Abbiamo perso il concetto di Nord che dobbiamo recuperare e farci interprete delle esigenze dei nostri cittadini». Non usa la scure, ma bastone (senza picchiare duro) e carota. Un discorso a due forni, più per sondare l’umore che per imporre la direzione.
Il primo applauso
Il primo applauso è timido. E arrivo dopo un’ora abbondante di intervento e di risposte date ai militanti. Romeo deve alzare il livello: «Ma dai! Quante battaglie ha fatto la Lega? Tantissime. Sulla partite Iva, chi ha fatto più di noi? Nessuno. E invece, alla Meloni non si rimprovera nulla, mentre a Salvini tutti pronti a dare contro. E si dimenticano le battaglie fatte e quelle che stiamo facendo, anche qui in Lombardia con il governatore Attilio Fontana». Applauso, il primo, timido.
Scollamento tra dirigenti e base
I gazebo, altro intervento di un militante: «Non è più come una volta, la gente non ci ritiene più credibili. C’è un segretario che prima dice una cosa e poi il contrario». Risposta: «Le battaglie le facciamo – ha detto Romeo – ma non riusciamo più a spiegarle ai nostri militanti e ai cittadini. La Sanità? Noi chiediamo di essere lasciti liberi di spendere le nostre risorse. Ecco dobbiamo essere più incisivi e più chiari».
I congressi si faranno
«Il Federale ha stabilito che entro il 2026 verranno convocati e fatti tutti i congressi. Partiremo con i livelli cittadini, fino ai provinciali. È stato deciso e si faranno».
A Busto ci sarà un candidato leghista. Donna
L’ultima domanda è sulle elezioni amministrative 2027. A Busto, si dice, che il candidato sarà leghista e donna. Ce ne sono tre in lizza: Paola Reguzzoni, Isabella Tovaglieri (tra le papabile, la più fredda all’idea) e Manuela Maffioli. «Abbiamo una classe di livello e avere più di un candidato possibile e la dimostrazione della nostra forza. E come in quelle squadre dove ci sono diversi fuoriclasse. L’allenatore è sempre contento di questa abbondanza. Poi vedremo quale sarà la scelta».
