NOVARA – E’ allarme in Piemonte – ed in particolare nelle province dell’Alto Piemonte, tra cui Novara e il Verbano Cusio Ossola -per i numerosissimi incidenti che coinvolgono i “fungiatt”. Nel Vco nelle ultime 48 ore – come Malpensa 24 ha riferito – ci sono stati due casi, quello di Mauro DePetri salvato rocambolescamente ieri mattina dopo una notte di ricerche in valle Anzasca, e quello di Tiziano Pirazzi, 67 anni di Pieve Vergonte morto in un dirupo all’alpe Pra.
Ma sono le cifre riferite dal Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese a far crescere l’allarme. Dall’inizio di settembre, quindi in soli 20 giorni, sono già stati recuperati 23 cercatori di funghi dispersi o infortunati, di cui 2 deceduti, nel territorio montano regionale. Un numero già molto rilevante se si considera che complessivamente erano stati recuperati 61 “fungiatt” nel 2024 e 97 nel 2023, e che la stagione è appena cominciata.
Se analizziamo i motivi che hanno provocato gli incidenti, 10 di essi sono stati causati da cadute o scivolate, 3 da perdita di orientamento e 3 per problemi fisici legati a stanchezza o malori.
“Uno degli aspetti più determinanti nella prevenzione degli incidenti – spiegano i tecnici del Soccorso alpino – è l’utilizzo di calzature idonee all’attività, cioè scarponi da montagna al posto degli stivali di gomma per ridurre più possibile il rischio di scivolate”.
“Per limitate le perdite di orientamento – aggiungono – può essere utile fare uso della tecnologia GPS e, soprattutto, comunicare con precisione a qualcuno l’area in cui ci si vuole recare anche per aiutare i soccorritori in caso di operazioni di ricerca dispersi. Infine – concludono – in virtù dell’aumento dell’età media dei cercatori di funghi, è opportuno commisurare lo sforzo fisico alle proprie condizioni fisiche generali e di allenamento”.
Ettore Colli Vignarelli
