VARESE – Un progetto che reinterpreta l’arte sacra attraverso il linguaggio della grafica e della tipografia: da sabato 15 febbraio a domenica 30 marzo l’Eremo di Santa Caterina del Sasso ospiterà “Teografie”, mostra di Daniele Cima che si pone in dialogo, da un punto di vista di sintesi tra modernismo e arti grafiche pop, con le opere presenti nell’antico luogo di culto e monastico. L’esposizione è stata presentata oggi, giovedì 13 febbraio, alla sala neoclassica di Villa Recalcati dall’artista, che ha svelato un’icona di Santa Caterina realizzata per l’occasione, dal presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e da Elena Castiglioni di Archeologistics.
Le pale d’altare trasformate in opere tipografiche
Da ormai più di un anno l’Eremo ha avviato un attivo dialogo tra arte antica e contemporanea: dopo la più recente mostra che ha visto protagonista il presepe in ceramica di Leggiuno di Antonia Campi, e la precedente esposizione di fotografie di Elisabeth Euvrard nella mostra “À pied”, ecco un’esibizione di portata spaziale più ampia, che non coinvolge solamente la sala espositiva, ma si espande negli edifici sacri e nella sala capitolare.
«Punto di riferimento – ha spiegato Cima – erano le pale da altare rinascimentali come quelle da Leonardo, Raffaello o il Perugino. Parliamo di livelli stratosferici: io non so disegnare come loro, ma mi è venuta in aiuto la creatività. Ho cambiato codice, l’elemento della parte figurativa sono i caratteri tipografici, una parte consistente del mio lavoro. Dai tempi di Apollinaire non riguardano più solo la lettura ma possono anche esser guardati. Perciò le lettere sono entrate in una dimensione pittorica, su tavole di legno dipinte a mano con acrilici: in un periodo globale non entusiasmante ho scelto di usare colori forti, come segno di speranza, positività e ottimismo».
La scelta di un linguaggio contemporaneo
Discendente di una famiglia di spicco della scena culturale milanese, Cima (Milano, 1950) si è affermato nel Novecento come influente art director e graphic designer; dopo una carriera nella grafica e pubblicità, ha scelto di dedicarsi interamente all’arte, sviluppando una ricerca che fonde tipografia e immagine, con un forte richiamo alla pop art. Superando la funzione puramente testuale, le lettere nelle “Teografie” – mostra che gode del patrocinio del Comune di Leggiuno ed è stata organizzata con Archeologistics e la collaborazione della Fraternità Francescana di Betania – diventano elementi compositivi, evocando esperienze artistiche che spaziano dai calligrammi di Apollinaire alla typoetry, fino alle sperimentazioni di artisti come Boetti e Indiana.
Castiglioni ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’Eremo, «luogo di devozione che non deve restare fermo su sè stesso ma si mette in contatto con il mondo artistico. Per il pubblico medio riconoscere ora i diversi santi in base alla loro iconografia sarebbe un’operazione non banale, cosa che invece sarebbe riuscita facilmente ai fedeli del Trecento o Quattrocento. La scelta di un linguaggio contemporaneo richiama l’appello rivolto da Papa Bergoglio, come quello di Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II, affinché gli artisti stabiliscano un nuovo legame con la Chiesa».
Creare sistema per la cultura
Magrini ha espresso soddisfazione per la risposta alle «indicazioni date dalla Provincia di Varese per riqualificare uno dei suoi luoghi più importanti». Partendo dal finanziamento di 2400 euro arrivato per Varese Capitale della Cultura 2030 il presidente ha sottolineato l’importanza di «lavorare ancora più in rete. Plaudo a quanto ha fatto la Camera di Commercio ma è necessario un lavoro comune con l’apporto di tutti gli enti coinvolti – e della Regione – per valorizzare il territorio, anche nella prospettiva di Milano Cortina 2026. Da due anni abbiamo cambiato marcia proprio in questa direzione e, come attestano le proiezioni, è in crescita il turismo, che con la cultura ci porta un valore aggiunto. Rendiamo questo luogo – è stata l’esortazione finale, citando i 600mila euro investiti per il bando di Fondazione Cariplo – un punto centrale per la cultura della nostra provincia». Fino al 15 marzo l’Eremo sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 18 e sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 19.30, poi tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (per informazioni è possibile contattare l’indirizzo info@eremosantacaterina.it e il numero 328/ 8377206).
