Alzheimer Cafè Accorsi, a Busto un aiuto concreto ai caregiver. Oltre i tabù

BUSTO ARSIZIO – «Le donne caregiver hanno meno di due ore al giorno da dedicare a se stesse». La Festa della Donna è anche per loro, e a Busto Arsizio Alzheimer Cafè Accorsi offre a una trentina di famiglie che vivono l’esperienza della demenza di un loro caro la possibilità di momenti di sollievo e di supporto attraverso le iniziative proposte alla Casa di Corte Nuova di viale Repubblica, gestita da Alisei Cooperativa Sociale.

Le iniziative

Paola Reguzzoni, Stefania Maffei e Sara Gioia

All’Alzheimer Cafè Accorsi di Casa di Corte Nuova sta per partire infatti un mese di marzo di iniziative gratuite per i caregiver. Dalle terapie non farmacologiche (musicoterapia, danzaterapia e arteterapia, ogni giovedì pomeriggio di marzo) al sostegno psicologico (un incontro mensile in gruppo con la psicologa e psicoterapeuta Claudia Maffei), dagli aspetti amministrativi (un percorso di 4 incontri con un avvocato sul tema dell’amministrazione di sostegno), fino a un percorso di yoga e meditazione per i caregiver per imparare a gestire l’ansia.

Gli obiettivi

«Servizi per alleggerire il carico della famiglia e rendere dignitosa la vita dei malati» li definisce l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni. «Siamo in una città che ha 22mila abitanti “over 65” e sappiamo che dopo i 70 anni si acuiscono le problematiche fisiche e mentali – sottolinea l’esponente della giunta – i numeri della demenza sono destinati a crescere ed è sempre più fondamentale pensare a iniziative per mantenere l’anziano a domicilio, considerando anche che l’età media dell’accesso alle RSA è aumentata a 80 anni, segno che è un’opzione che viene perseguita solo quando non ci sono più alternative».

CONSIGLI E INIZIATIVE SUI SOCIAL

Il progetto di KCS

La demenza, fa notare Stefania Maffei che co-dirige Alzheimer Cafè Accorsi, ha ormai «numeri quasi da pandemia». In Italia è un problema che tocca un milione di persone, di cui ben 600mila con diagnosi di Alzheimer, ma anche tre milioni di caregiver, più della metà dei quali anziani. Solo in provincia di Varese sono oltre 17mila le persone affette da demenza, praticamente un’intera città come Somma Lombardo. «Non è curabile ma può essere presa in carico» sottolinea Maffei. Come? «Con la gentilezza della cura, attraverso un caregiver che non vada in burnout». Ed è qui che entra in gioco il progetto di Alzheimer Cafè, pensato come «un momento per sollevare il caregiver – aggiunge Sara Gioia, l’altra co-direttrice di Alzheimer Cafè Accorsi – soprattutto le donne, a cui rimangono meno di due ore al giorno per se stesse». L’obiettivo del progetto di KCS è «dare supporto per andare oltre lo stigma e il tabù della demenza e superare il senso di imbarazzo e vergogna che limita nei comportamenti sociali».

busto arsizio alzheimer cafè accorsi – MALPENSA24
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