BUSTO ARSIZIO – «Io no, ma voi prima o poi arriverete a Marte». Tutti in piedi per Amalia Ercoli Finzi, la “signora delle stelle” che è stata la protagonista assoluta della giornata di “Agorà Steam 2050” nelle sale gemelle del Museo del Tessile. Una vera e propria standing ovation per la prima donna laureata in ingegneria aeronautica, che ha concluso la sua relazione sulle esplorazioni spaziali citando il rover “Amalia”, uno dei due mezzi per la missione su Marte a lei intitolato. «Potete migliorare il mondo» l’appello ai ragazzi delle scuole superiori di tutta la provincia di Varese accorsi a Busto Arsizio.
L’evento
Ad accoglierla, con gli organizzatori del convegno (Debora Lonardi, referente Steam dell’ufficio scolastico provinciale, e il team innovazione) e il “provveditore” di Varese Giuseppe Carcano, («Una Wonder woman? È la dimostrazione che si può fare»), c’erano anche l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo e il sindaco Emanuele Antonelli, che ha ricordato che «la dottoressa Ercoli Finzi ha fatto il liceo scientifico a Busto Arsizio, quindi ha iniziato la sua carriera a Busto e io, da sindaco, ne sono orgoglioso». Sala gemella piena e grande attenzione da parte di ragazzi e insegnanti, per un intervento dedicato alle esplorazioni spaziali, dallo Sputnik alle missioni su Marte prossime future.
La storia
«Mi sono iscritta al Politecnico nel ’56 e lo Sputnik ha volato nel ’57 – spiega Amalia Ercoli Finzi – io c’ero e ho visto nascere lo spazio. Da allora ne abbiamo fatte un po’ di tutti i colori». Ora c’è il rover che porta il suo nome – una copia del Rosalind Franklin che effettuerà l'”ammartaggio” – che è pronto per la missione dell’esplorazione di Marte. «Una volta era l’Eden, per qualche ragione si è desertificato e ha perso l’atmosfera. Ora vogliamo trovare prove di vita passata, e perché no?, qualche bestiolina ancora viva». Un traguardo che, per Ercoli Finzi, è alla portata delle nuove generazioni: «Il viaggio verso Marte richiede 6-7 mesi per andare e altrettanti per tornare, sempre nel momento di allineamento tra Sole, Terra e Marte, quando la distanza è minima, ovvero ogni due anni – rivela – per la missione i vogliono medici, farmacisti, ingegneri, psicologi, anche avvocati per le normative. Qualunque lavoro farete, il lavoro per andare su Marte lo troverete». Un invito ad essere ambiziosi: «Chi di voi andrà potrà tenere alto il nome dell’Italia che nel campo dello spazio è apprezzatissimo – “all’italiana” vuol dire brillante, ci considerano ordinati e rispettosi dei tempi. Conto su di voi». Insomma, una vera e propria lezione di vita, quella di Amalia. Come quando Kennedy decise di mandare l’uomo sulla Luna «non perché è facile, ma perché solo nelle cose difficili si dimostra ciò di cui si è capaci. Anche voi, non cercate la scuola più facile per la promozione, ma quella impegnativa che vi dà i mattoni della conoscenza».

L’esempio
La “Signora delle stelle”, che ha cinque figli e sette nipoti, si è definita «femminista antesignana», ricordando di aver «aiutato tutte le ragazze che ho laureato per trovare una sistemazione buona e in una posizione decisionale. Perché è solo in questa maniera che possiamo cambiare il mondo». E alla domanda su come abbia conciliato una professione così “spaziale” con la famiglia, Amalia Ercoli Finzi ha svelato il suo segreto: Ho portato i metodi della professione in famiglia, come il lavoro in team e pochi ordini ma ineluttabili, ma anche i metodi della famiglia nella professione, vale a dire collaborazione, comprensione, aiuto reciproco e rispetto dell’altro, sostanzialmente amore. E ha funzionato». Tanto che alla fine del suo intervento il primo cittadino Emanuele Antonelli le si è avvicinato per proclamare: «Dopo quello che ha detto il prossimo sindaco di Busto Arsizio sarà donna». Forse non sarà più un proposito “marziano”…
Intitolazione Malpensa, Ercoli Finzi: «Grazie del pensiero. Ma meglio Manzoni»

