Tra i due litiganti, il terzo gode. L’edizione numero 59 dell’Amstel Gold Race va a Mattias Skjelmose (Lidl Trek) che al termine di 256 km da Maastricht a Berg en Terblijt “uccella” allo sprint i due grandi duellanti Tadej Pogacar (2°) e Remco Evenepoel (3°) regalando a se stesso la vittoria più importante della carriera e al team di Luca Guercilena la più importante fin qui nel 2025.
Niente trittico completo delle Ardenne neanche quest’anno per il leader della UAE, altra bella prova per il campione olimpico della Soudal Quick-Step dopo aver conquistato la Freccia del Brabante al debutto stagionale, altro piazzamento dal retrogusto amaro per Wout Van Aert (Visma Lease a Bike) che si piazza 4° regolando la volatina degli inseguitori.
Il miglior italiano chiude in gruppo: è Davide Formolo (Movistar) 27° a tre minuti e mezzo.
CRONACA
Prima ancora che si stacchino uomini in testa, è in coda che avviene una rottura: dopo quindici chilometri un ventaglio taglia fuori Tadej Pogacar, costringendo la UAE agli straordinari per ricucire. Al km 30 il gruppone si ricongiunge e, approfittando del rimescolamento di carte e dell’Adsteeg (secondo strappetto dei 34 di giornata) scatta la bagarre per andare in fuga. Evadono diversi gruppetti e in una decina di chilometri sono ufficialmente in otto al comando: Michel Hessmann (Movistar) Remi Cavagna (Groupama FDJ) Robert Stannard (Bahrain Victorious) Emiel Verstrynge (Alpecin Deceuninck) Cedric Beullens e Jarrad Drizners (Lotto) Hartthijs De Vries e Jelle Johannink (Tietema Rockets).
Il tempo di superare i 4 minuti di ritardo e il gruppo principale, a partire già dal Rijksweg, si mette a “menare” con la Soudal Quick-Step, la UAE e la Q36.5 di Tom Pidcock (vincitore qui l’anno scorso in maglia Ineos) a condurre le operazioni. La situazione si vivacizza a 105 km dalla conclusione: sull’Eyserweg si lanciano al contrattacco Reuben Thompson (Lotto) Dylan Van Baarle (Visma Lease a Bike) Quinn Simmons (Lidl Trek) e il più anziano in gara Simon Clarke (Israel Premier Tech) e nel conseguente allungamento del plotone si verifica una maxi-caduta che vede coinvolti pure Remco Evenepoel, Thibau Nys e Wout Van Aert. Si ritirano parecchi corridori: Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step) Marijn Van den Berg (Education First) Hannes Wilksch (Tudor) Oscar Riesebeek (Alpecin Deceuninck) Darren Van Bekkum e Clement Champoussin (XDS Astana) Tim Wellens e Jhonatan Narvaez (UAE) mentre Evenepoel resta lievemente ferito a un gomito ma continua insieme agli altri big.
Sul Sibbergrubbe il quartetto si rialza, tra Geulhemmerberg e Keerderberg i battistrada si sfaldano e sul Bemelerberg (ai -69 dalla conclusione) viene riassorbito l’ultimo irriducibile Hessmann. Davanti si alternano le formazioni, Pavel Sivakov si dà un gran daffare per chiudere su un tentativo di Valentin Madouas (Groupama FDJ) e Mauro Schmid (Jayco AlUla) ma a farsi notare sono soprattutto Education First e Lidl Trek. Tuttavia, a sorpresa, la situazione esplode per mano di Julian Alaphilippe sul Gulperberg: riesce a seguirlo solo un signore, che di nome fa Tadej. I due procedono assieme per sei chilometri, ma sul successivo muro, il Kruisberg ai -42, l’iridato del presente saluta quello del passato e sembra dare il via al solito scenario trionfale…
Un’asperità via l’altra, a inseguire rimangono in 17: Remco Evenepoel e Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step) Wout Van Aert e Tiesj Benoot (Visma Lease a Bike) Michael Matthews e Mauro Schmid (Jayco AlUla) Thibau Nys e Mattias Skjelmose (Lidl Trek) Ben Healy e Neilson Powless (Education First) Tom Pidcock (Q36.5) Brandon McNulty (UAE) Romain Gregoire (Groupama FDJ) Finn Fisher-Black (Red Bull Bora) Quinten Hermans (Alpecin Deceuninck) Louis Barré (Intermarché Wanty) Joseph Blackmore (Israel Premier Tech). Sul Keutenberg ai -31 parte Skjelmose, raggiunto cinque chilometri più tardi da Evenepoel. S’innesca allora un appassionante elastico di distacchi, con l’accoppiata classe 2000 belga-danese a oscillare tra i 10 e i 20 secondi dal fenomeno sloveno. Finché ai -8 dall’arrivo Pogacar, vedendoli nei metaforici specchietti retrovisori, si lascia raggiungere.
Il terzetto inizia a osservarsi e studiarsi, “anestetizzando” di fatto quel Cauberg rimesso apposta a ridosso del traguardo dagli organizzatori. L’atmosfera è da epilogo di un capolavoro western (per un momento pare quasi che da dietro possano rinvenire grazie a una sfiammata tardiva di Van Aert, Healy e Barré) e i giochi si decidono nei 250 metri finali: Evenepoel, che ha tirato sia l’inseguimento precedente sia l’andatura del trio, lancia l’assalto ma è costretto a piantarsi; Pogacar risponde perfettamente dalla scia ma, col più classico dei colpacci (di reni, in questo caso) a fari spenti, Skjelmose vede premiato il proprio spirito d’iniziativa e gli mette mezza ruota davanti. Appuntamento mercoledì alla Freccia Vallone.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
