BUSTO ARSIZIO – Spunta anche una ricompensa per l’ennesimo furto al cimitero principale di Busto Arsizio. Stavolta è un gesto particolarmente odioso, perché ad essere stata portata via è la statua della tomba di un bambino deceduto – molti anni fa – per una brutta malattia all’età di neanche quattro anni. Si chiamava Angelo e i familiari avevano voluto ricordarlo con una statua alta un metro che riproduceva fedelmente il bimbo. Statua asportata dalla tomba: ci sono ancora i segni.
L’appello
«Pensavo fosse stata prelevata per un restauro» ammette un cugino di Angelo, ancora sotto shock per l’incredibile furto, denunciato alle autorità. «È pazzesco come questi vigliacchi infami abbiano potuto far sparire un monumento di queste dimensioni. Siamo pronti a ricompensare chi riuscisse a darci informazioni per il suo ritrovamento». Le telecamere di videosorveglianza non sono state ancora attivate e lo stesso vale per la sbarra all’ingresso del camposanto, che dovrebbe disincentivare i furti dei monumenti come quello di Angelo.
Fenomeno annoso
Quello dei furti è un problema ormai annoso dei cimiteri di Busto Arsizio. Un mese fa un altro episodio con alcuni vasi portafiori danneggiati e asportati tra le sepolture del campo “C”, sempre al cimitero centrale di via Favana. Lo sa bene l’assessore delegato ai cimiteri Mario Cislaghi, che attende la conclusione del complesso iter burocratico per l’attivazione della videosorveglianza: «Non illudiamoci però che possano debellare del tutto l’odioso e incivile fenomeno dei furti al cimitero. Dovremmo piazzare telecamere in ogni angolo del camposanto e ovviamente non è possibile».
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