VARESE – «In provincia di Varese un caso di discriminazione ogni tre giorni: è un’emergenza di prossimità». È l’allarme lanciato da Arcigay Varese in occasione del convegno dal titolo “Identità discriminate e territorialità” che si è svolto domenica 17 maggio a Villa Recalcati. L’incontro, organizzato in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, è stato l’occasione per presentare ufficialmente i dati quantitativi e qualitativi delle attività di supporto, tutela e accoglienza svolte dal Centro Arcobaleno tra gennaio 2025 e maggio 2026.
I numeri
I dati presentati delineano un quadro di urgente necessità per il territorio: con 243 casi presi in carico e 268 contatti complessivi gestiti nell’ultimo anno e mezzo, la provincia di Varese registra mediamente un nuovo caso di discriminazione o violenza ogni tre giorni. Una realtà silenziosa ma pervasiva, che tocca da vicino scuole, ambienti di lavoro e contesti familiari locali. La relazione, illustrata dal direttore di Arcigay Varese e coordinatore del centro Giovanni Boschini, evidenzia come la richiesta di aiuto sia prevalentemente giovanile: il 35% degli utenti ha un’età compresa tra i 14 e i 25 anni, mentre il 30% appartiene alla fascia 26-35 anni. Complessivamente quasi due utenti su tre (65%) hanno meno di 35 anni. Quindi il dato sulle identità di genere: se il 42% delle persone prese in carico si identifica come maschio e il 20% come femmina ben il 37% degli utenti si dichiara non-binario o non definibile secondo i canoni tradizionali. Da qui una nuova sfida per le istituzioni locali, quella di formare il personale e adeguare i servizi di welfare pubblico alla complessità e alla varianza di genere.
Le tipologie di discriminazione
Dalle schede di colloquio analizzate dall’equipe emergono vulnerabilità stratificate e complesse. Le problematiche più ricorrenti riguardano il conflitto familiare (che spesso sfocia in minacce di espulsione dal nucleo o violenze domestiche post-coming out), l’isolamento sociale, il mobbing sul lavoro (comportamenti denigratori e misgendering intenzionale che compromettono la carriera e la salute) e il bullismo scolastico. Il Centro Arcobaleno risponde a questi bisogni con un’equipe multidisciplinare, che ha garantito sul territorio oltre 700 ore di accoglienza, triage, valutazione dei bisogni e gestione delle emergenze; oltre 250 ore di psicoterapia clinica e supporto psicologico individuale; oltre 100 ore di counseling, gruppi di auto-mutuo aiuto ed empowerment; oltre 30 ore di tutela legale specialistica (focalizzata su crimini d’odio, diritto del lavoro e procedure per richiedenti asilo).
La tavola rotonda
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali delle autorità e dei partner di progetto. Sono intervenuti la presidente di Arcigay Varese Alice Millefanti, il sindaco di Varese Davide Galimberti con l’assessora alle pari opportunità Rossella Dimaggio, il presidente della Provincia Marco Magrini, la docente dell’Università dell’Insubria Paola Biavaschi, delegata della rettrice per le pari opportunità e Mattia Peradotto, direttore dell’Unar. A seguire si è tenuta una tavola rotonda tecnica che ha visto protagonista l’equipe del Centro Arcobaleno, che ha evidenziato come le discriminazioni si sommino spesso a condizioni di fragilità abitativa, isolamento geografico o background migratorio, richiedendo risposte flessibili e coordinate.
Lo sportello di Saronno
Il Centro Arcobaleno non si limita a operare nel capoluogo (dove si concentra il 35% dell’utenza), ma persegue un modello di welfare di prossimità per contrastare l’isolamento nelle aree periferiche. In quest’ottica lo scorso 12 maggio è stato inaugurato il nuovo sportello di Saronno in via San Giacomo 6/8, realizzato in sinergia con l’amministrazione comunale. Lo sportello – attivo il giovedì mattina – è ospitato all’interno dei locali del Centro per la Famiglia del Comune di Saronno, un posizionamento dal forte valore simbolico che integra la tutela contro le discriminazioni direttamente nel nucleo dei servizi familiari comunali. Il potenziamento di questa rete nel saronnese (Progetto I.ri.de – Inclusione, Rispetto, auto-Determinazione) è stato interamente finanziato grazie al sostegno del Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.
Varese fa rete
«I dati presentati a Villa Recalcati dimostrano che vivere in provincia non deve e non può significare avere meno diritti o sentirsi più soli», dichiara Alice Millefanti, presidente di Arcigay Varese. «Dietro ai 243 casi non ci sono statistiche, ma persone del nostro territorio che ci chiedono semplicemente il diritto di esistere senza paura. Grazie al sostegno del territorio, stiamo dimostrando che la nostra provincia sa fare rete e sa proteggere le sue identità più vulnerabili». Per accedere al servizio, gratuito e anonimo, è possibile contattare il numero 0332 182 8050 anche su Whatsapp.
“Sister_Va”: a Varese una rete contro la violenza di genere e per l’inclusione Lgbt
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