Argentiero: «Centrodestra al lavoro per dare a Varese l’alternativa a Galimberti»

Il segretario cittadino Argentiero di Fratelli d’Italia Varese

VARESE – «Vogliamo vincere. Vogliamo vincere e dare un’alternativa a Varese. Un’alternativa che sarà in grado di fare tutto ciò che l’amministrazione Galimberti non ha saputo realizzare. E per fare tutto ciò ci vuole un programma e un candidato sindaco all’altezza». Che al momento non c’è. «È presto. Faremo il nome nei tempi giusti». Parole – in sintesi – dei leader cittadini dei partiti della coalizione di centrodestra, in questo momento guidati dal Fratello Enrico Argentiero che sta tirando le fila.

Al lavoro

Centrodestra che sa bene che il 2027 non è poi così lontano. E che per evitare di accendere la graticola su cui bruciare candidature a go go come l’ultima volta ha deciso di mettersi subito in moto. A fari spenti.

La prima riunione plenaria è convocata per mercoledì 25 nella sede di Fratelli d’Italia. In realtà ci sono già stati una serie di incontri, in cui ha sempre tirato le fila Enrico Argentiero, segretario cittadino dei meloniani, come giusto che sia visto che – a livello nazionale – Fratelli d’Italia è il principale azionista della coalizione. Ma lui tiene a sottolineare: «Il fatto che in questo momento sono io trovare una sintesi sui primi incontri non è significa nulla. Mercoledì ci troviamo nella nostra sede, ma non escludo che da qui in avanti ci si possa trovare anche dalla Lega. Quel che conta è iniziare a lavorare su idee e programmi».

Sintonia sui temi

Bisogna pensare anche sui nomi del possibile candidato sindaco, incalziamo. Ma il tema “chi candidiamo” è al momento tabù. Per lo meno nelle chiacchiere con la stampa. Nessuno azzarda il papabile. Insomma sulle necessità della città c’è piena sintonia: a destra tutti concordano che Varese sia una città poco sicura e degradata. Ma per ora il feeling si ferma lì. Sui i nomi, infatti, è come una partita a scacchi a quattro tra Fratelli, Forzisti, Leghisti e Noi Moderati.

Ognuno ha il suo uomo, il suo asso nella manica. Qualcuno anche più di uno. E ogni uomo che sa di essere papabile candida un altro. Per disorientare? Per bruciare un concorrente? Per alleggerire la pressione sul proprio nome? Un po’ tutto questo, tranne che per vera convinzione.

E accaduto quando Luigi Zocchi ha dato la sua benedizione per Giossi Montalbetti e con Raffaele Cattaneo che ha mandato avanti Matteo Bianchi (un leghista moderato e che in quanto tale piace più fuori i confini del Carroccio che sul Carroccio stesso).

“Vai avanti tu che a me vien da ridere”

E che il “vai avanti tu che a me vien da ridere” sia un giochino pericoloso lo spiega un uomo scafato e che in politica e nel centrodestra ne ha viste davvero tante: «Primo non credere a un possibile candidato che candidato un altro. Soprattutto in questo momento che i giochi sono aperti. Secondo: tra i quattro nomi fatti qui sopra, chi ha più possibilità e voglia di correre credo sia Giossi Montalbetti. Poi però ce ne sono altri. Da Luca Marsico al volto nuovo, molto attivo, che danno vicino alla Lega, Samuele Corsalini (anche se la sua adesione alla Lega al momento è stata congelata). Ma non escludo che il candidato giusto del centrodestra sia un nome da tenere ancora ben coperto. Vedremo se si allineano un po’ di condizioni e, soprattutto, cosa farà Davide Galimberti».

Bianchi traccia il campo e “tira dentro” i vannacciani

Matteo Bianchi tirato per la giacchetta da Cattaneo, ringrazia per la stima e più che sul nome prova a tracciare i confini che dovrà avere la coalizione per battere il centrosinistra: «Io – dice – credo che si debba costruire un campo largo che vada dai moderati all’area vannacciana». Insomma, Bianchi “sdogana” la referente del generale sul territorio, Stefania Bardelli con i i suoi Team del Mondo al contrario. Chissà in Lega come prenderanno il suggerimento di Bianchi.

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