Aspettando l’inizio del conclave: il passo indietro del Cardinale Becciu

A sinistra Cardinal Becciu

di Fabrizio Iseni*

Due sono stati gli interrogativi di questi giorni legati all’elezione del nuovo Papa. Ed entrambi hanno trovato soluzione nella mattinata di ieri (lunedì 28 aprile). La prima risposta è relativa alla data di inizio del Conclave, che si riunirà il 7 maggio prossimo, con una prima votazione già nel pomeriggio. La seconda risposta è invece sulla partecipazione o meno all’assise porporata del Cardinale Giovanni Angelo Becciu. L’alto prelato sardo, nato a Pattada, e che nei giorni scorsi – compreso l’attacco personale nei confronti di Pietro Parolin, Cardinale elettore più anziano di nomina che presiederà il Conclave – ha più volte rivendicato il suo diritto e anche la sua volontà a partecipare al Conclave, questa mattina ha fatto un passo indietro rinunciando a entrare nella Cappella Sistina.

Mercoledì 7 maggio, con la cosiddetta Missa pro eligendo romano Pontefice, si aprirà il conclave. Tutti i Cardinali avente diritto hanno garantito la loro presenza e saranno quindi 135 i Cardinali elettori. Per la prima volta i Cardinali europei sono presenti in numero inferiore rispetto alla somma dei prelati provenienti dagli altri continenti. Spigolatura non decisiva ai fini dell’elezione del nuovo pontefice, ma comunque significativa se si pensa che Francesco nel corso del suo papato ha ordinato 108 nuovi Cardinali, prediligendo quale provenienza, zone di mondo considerate ai margini.

Sempre mercoledì 7 maggio, come detto sopra, non ci sarà cardinal Becciu. Figura di primissimo piano, tra le più influenti in Vaticano fino al grave scandalo finanziario del 2020 che l’ha visto coinvolto e che ha scosso la curia romana. Becciu è stato il primo Cardinale della storia condannato da un tribunale interno del Vaticano. Le accuse, ritenute fondate in primo grado, riguardano due peculati e una truffa – di mezzo ci sono un’operazione immobiliare e l’invio di soldi alla cooperativa del fratello -. I legali di Becciu dopo la sentenza fecero sapere di voler ricorrere in secondo grado.

Senza entrare nel merito della vicenda e della sentenza, occorre rilevare che colui che ricopriva il ruolo di “sostituto” presso la segreteria di Stato vaticana, fu costretto da Papa Francesco a rinunciare a “diritti e privilegi” del cardinalato. Decisione pesante per chi in quel momento aveva la garanzia di un accesso diretto al Pontefice e un’enorme influenza all’interno del governo centrale della Chiesa e che ha compromesso anche l’esercizio del suo diritto di elettore nel conclave.

Infine, il passo indietro ufficiale, risulta essere la scelta più ragionevole. Per due motivi. Primo: pur concedendo la garanzia di presunta innocenza fino al terzo grado di giudizio, non si può non considerare la sentenza di primo grado. Una figura come quella di un Cardinale dovrebbe essere specchiata e senza ombre. Secondo: è bene che il Conclave si apra senza tensioni esterne e in un clima che possa favorire la scelta di un Papa che sappia essere guida sicura in un momento storico in cui gli equilibri politici, sociali ed economici sono precari come non mai.

*Editore di Malpensa24

Tempo di conclave, come si elegge il Papa

conclave cardinale becciu iseni – MALPENSA24
Visited 421 times, 1 visit(s) today