Asst Sette Laghi, nuove tecnologie ad Angera e cure palliative a Laveno

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L'Ospedale di Angera

ANGERA – Tra ospedali e case di comunità anche alla fine dell’anno non mancano le novità per Asst Sette Laghi. Nel presidio di Angera è stata installata la nuova scheletrica e sono in arrivo Tac e Moc. A Laveno invece apre un ambulatorio di cure palliative presso la Casa di comunità.

Tecnologia ad Angera

Si è conclusa in questi giorni l’installazione della nuova diagnostica radiologica scheletrica per l’Ospedale di Angera: una macchina del valore economico di circa 140mila euro. L’investimento fa seguito all’ecografo acquisito un anno fa per la Radiologia, del valore di 18mila euro e, prima ancora, l’ecografo per l’ambulatorio di Cardiologia, del valore di 25mila euro. Guardando al futuro a breve termine invece è in arrivo una nuova Tac per il Pronto Soccorso, del valore di oltre 250mila euro. La macchina è già stata acquistata ed è in corso la progettazione dei lavori necessari per installarla, compreso il potenziamento dell’impianto elettrico. L’installazione è in programma nel primo semestre del 2025. Entro la prossima estate ad Angera entrerà in funzione inoltre la nuova Moc, inserita nel piano di investimenti finanziato quest’anno dalla Regione, per un valore di circa 40mila euro. «L’innovazione tecnologica deve interessare tutte le nostre sedi, assecondando i servizi presenti e le necessità dei territori – spiega il direttore sanitario dell’Asst Adelina Salzillo – Angera è un presidio strategico, proprio per la sua collocazione, e questi investimenti intendono valorizzare il lavoro dei professionisti che vi operano al servizio della comunità che vi si rivolge».

Cure palliative a Laveno

Presso la Casa di comunità di Laveno invece apre un ambulatorio di cure palliative, dedicato alla presa in carico precoce di pazienti, soprattutto oncologici, che necessitano di terapie che possono proseguire a domicilio. «Grazie alla valutazione precoce – osserva il direttore della Struttura compressa Cure palliative integrate Gianpaolo Fortini – è possibile progettare percorsi di cura personalizzati, che rispondono alle necessità specifiche di ciascun paziente, considerando i suoi bisogni fisici, psicologici, relazionali, sociali e spirituali. Ogni piano assistenziale viene costruito tenendo conto del contesto culturale e dei valori di paziente e famiglia, per garantire il massimo rispetto e la miglior qualità del trattamento». Il medico palliativista, durante la visita ambulatoriale, definisce il percorso di cura più adatto e coordina il trattamento con i servizi territoriali, attivando tempestivamente i percorsi necessari in fase avanzata di malattia. Un altro aspetto fondamentale delle cure palliative precoci è la gestione dei sintomi. I pazienti che accedono all’ambulatorio di cure palliative possono continuare a essere seguiti dai loro specialisti e dal medico di famiglia e, se necessario, continuare i trattamenti attivi. «Questa iniziativa – commenta il direttore del Distretto di Laveno Claudio Chini – rappresenta un passo importante verso un’assistenza più vicina, umana e rispettosa, che pone al centro la persona e la sua dignità, in ogni fase della malattia e si conferma nella direzione di un’attività territoriale sempre più ricca e articolata».

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